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Il cambiamento climatico rende il riso meno nutriente

Il cambiamento climatico rende il riso meno nutriente: sarebbe tutta colpa della CO2, il cui aumento fa registrare meno sostanze benefiche nel riso come proteine, ferro, zinco e vitamine B.


Purtroppo il cambiamento climatico sembra rendere il riso meno nutriente: il problema è la CO2, il cui aumento in atmosfera è stato correlato con una diminuzione di alcuni nutrienti del riso, come proteine, ferro, zinco e vitamine B. A sostenerlo uno studio pubblicato su Science Advances, che ha analizzato oltre 18 varietà di riso prima di arrivare a queste conclusioni, utilizzato un particolare metodo per aumentare artificialmente l’anidride carbonica nell’aria.

Il cambiamento climatico rende il riso meno nutriente

CO2 e riso meno nutriente

Secondo i ricercatori la situazione è molto preoccupante: il riso costituisce la base della dieta di miliardi di persone, soprattutto di quelle più povere, e averlo di anno in anno meno nutriente potrebbe portare a scenari molto pericolosi. In Asia il problema sarà particolarmente sentito, motivo per cui gli scienziati hanno svolto in Cina e Giappone i loro test.

Il cambiamento climatico rende il riso meno nutriente

Dopo aver aumentato artificialmente la concentrazione di CO2 all’interno di un appezzamento ottagonale di una risaia è stato monitorata la crescita delle piante. Arrivato il momento del raccolto i ricercatori hanno notato una diminuzione tra il 10 e il 20 percento circa di alcuni nutrienti del riso come proteine, ferro, zinco e vitamine B.

Il cambiamento climatico rende il riso meno nutriente

Il problema però è che non si è ancora capito come l’anidride carbonica, numero uno quando si pensa ad inquinamento e cambiamento climatico, possa incidere in questo modo sulla qualità nutrizionale del riso. Gli scienziati hanno diverse teorie in merito: la CO2 a quelle concentrazione potrebbe «scalzare» gli altri nutrienti utili alla pianta, che quindi sarebbe in difficoltà a sintetizzare le sostanze utili alla nostra dieta. Un’altra possibilità è che i pori della pianta – tecnicamente stomi – rimangano più chiusi in presenza di maggiori concentrazioni di anidride carbonica, indebolendo di fatto il metabolismo del riso.

Qualunque sia la spiegazione una cosa è certa: in futuro dovremo preoccuparci anche di questa possibilità, e trovare delle soluzioni per quella parte di popolazione mondiale che potrebbe soffrirne.

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