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I tappi del vino

I tappi del vino sono molti e variegati, distinti per forme e materiali, si va dal sughero, a quelli sintetici, dai tappi Stelvin a vite, al vetro fino a quelli a corona.

L’universo dei tappi del vino è vasto e affascinante, un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano per rispondere alle necessità di un settore in continua evoluzione.

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Così si è passati dai tappi in sughero – i quali a loro volta nel tempo son cambiati – fino a quelli sintetici e di plastica; giungendo a soluzioni come i tappi Stelvin a vite, i tappi in vetro e i tappi a corona, con finalità diverse a servizio della conservazione del vino.

I tappi in sughero

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I tappi in sughero sono l’opzione più tradizionale, anche se la loro evoluzione non manca di riservare qualche sorpresa. I sughero risulta eccellente per la produzione dei tappi del vino per le sue caratteristiche di elasticità, impermeabilità e micro-traspirazione. Proprietà eccellenti per la corretta conservazione e/o invecchiamento del vino. Tra i tappi in sughero vi sono tre principali categorie:

  • Monopezzo: ricavati dal taglio di un unico pezzo di sughero. Talvolta si parla di tappo «colmato» quando si correggono le impurità esterne del tappo grazie alla polvere di sughero unita al collante.
  • Multipezzo: si tratta di tappi ricavati dall’unione di due o più dischi di sughero incollati.
  • Agglomerato: sono tappi da vino ricavati, come dice il nome, da agglomerati di pezzetti (o microsfere) di sughero incollati tra loro. Possono anche della tipologia «twintop» rifiniti con due dischi di sughero alle due estremità.

L’inconveniente dei tappi di sughero – tradizionali, per lo più – riguarda la possibilità di incorrere nel classico «sentore di tappo» trasmesso al vino. I prodotti di ultima generazione, tuttavia vengono spesso appositamente trattati per evitare questo problema e mantenere i vantaggi del materiale.

I tappi sintetici e in plastica

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Si tratta di tappi del vino pensati principalmente per evitare la contaminazione del prodotto (il sapore di tappo) sono normalmente realizzati con polimeri termoplastici rivestiti da un sottile strato di silicone lubrificante. Eccellenti per un forte isolamento del prodotto, sono normalmente indicati per vini d’annata, non soggetti alla necessità di lunghi invecchiamenti in bottiglia. I tappi di plastica a fungo alettato sono un’alternativa ai tappi in sughero «spark» per gli spumanti, con le stesse finalità degli altri tappi sintetici.

I tappi Stelvin a vite

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Foto da pagina Facebook Stelvin.eng

I tappi Stelvin a vite, quando introdotti, sono stati una vera rivoluzione non senza qualche ostracismo. Oggi, maggiormente accettati anche dai puristi, garantiscono un isolamento perfetto, senza alcuno scambio di gas tra l’interno e l’esterno della bottiglia. Anche in questo caso risultano particolarmente indicati per i vini d’annata o per la conservazione a lungo termine delle caratteristiche immutate di un particolare prodotto.

I tappi in vetro

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Si tratta di una categoria di tappi per vino con una crescente popolarità. Il vetro, come ovvio, risulta essere un ottimo materiale per la conservazione del vino, essendo completamente inerte. Grazie ad apposite guarnizioni, poi, questi tappi possono garantire comunque il giusto isolamento. Senta dimenticare il lato estetico, certo non trascurabile.

I tappi a corona

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I tappi a corona sono quelli meno usuali, almeno per quanto riguarda le bottiglie in commercio. Molto utili, invece, in fase produttiva per esempio per gli spumanti prima della «sboccatura» . Sono apprezzati per le loro capacità di tenuta e di isolamento nonché per il basso costo che non guasta.

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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.