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I segreti dei vermi del ghiaccio: perché la scienza vuole studiarli a fondo

I ricercatori corrono contro il tempo per studiare i processi che permettono ai vermi del ghiaccio di sopravvivere in un ambiente estremo.

La vita trova il proprio spazio e si diffonde ovunque, anche dove sembra apparentemente non essercene. Le gelide distese dell’America del Nord ospitano i vermi del ghiaccio, una specie che ha catturato l’attenzione degli scienziati per via delle sue tecniche di sopravvivenza in un ambiente ostile alla vita. Le ricerche hanno svelato alcuni segreti che permettono a questi animali di vivere in un habitat ghiacciato ed hanno portato alla luce il loro ruolo per l’intero ecosistema. Quest’ultimo però rischia di scomparire e con esso anche i vermi del ghiaccio.

Vermi del ghiaccio
Fonte: Pixabay

I vermi del ghiaccio

I vermi del ghiaccio (Mesenchytraeus solifugus) vivono principalmente nell’area occidentale del Nord America occupando le nicchie ecologiche dei ghiacciai del nordovest del Pacifico, dell’Alaska e della Columbia Britannica. Sono lunghi circa 1,3 cm e il loro corpo è sottile poco più di un capello. Questi animali formano enormi colonie che emergono durante i giorni estivi per nutrirsi di e tornano nelle profondità del suolo gelato durante l’inverno.

I vermi del ghiaccio riescono a sopravvivere alle rigide temperature di questi ambienti grazie a delle caratteristiche particolari. Infatti, i vermi del ghiaccio non rallentano le proprie funzioni vitali in concomitanza con l’abbassamento delle temperature. Questa loro abilità ha interessato gli scienziati interessati ai processi che permettono possibile la vita negli ambienti più estremi.

I segreti per vivere nel ghiaccio

I vermi del ghiaccio hanno diverse carte da giocare a proprio favore per sopravvivere in un ambiente caratterizzato da temperature molto basse. Una delle teorie che stanno verificando gli scienziati è quella che fa riferimento alla presenza di melanina in tutto il corpo dei vermi del ghiaccio. Il pigmento sarebbe utilizzato per raccogliere l’energia dalle radiazioni solari. Tuttavia, la caratteristica accertata che permette ai vermi del ghiaccio di sopravvivere è l’alta produzione di ATP.

Quest’ultima è una molecola fondamentale per gli organismi viventi che permette di alimentare la maggior parte delle reazioni che avvengono all’interno del corpo degli animali. I vermi del ghiaccio, pur non essendo una specie a sangue caldo, sono in grado di produrre velocemente un’elevata quantità di ATP anche a basse temperature grazie ad una porzione aggiuntiva di DNA. I ricercatori hanno ipotizzato che il materiale genetico necessario per quest’operazione derivi da un fungo che vive in alta quota.

Ruolo dei vermi del ghiaccio
Fonte: United Nations Biodiversity

Il ruolo dei vermi del ghiaccio

L’evoluzione ha portato a creare delle connessioni tra i diversi organismi viventi che vivono in un ecosistema. Anche gli habitat artici non sono da meno. Ad esempio, i vermi del ghiaccio permettono ad altre specie animali di sopravvivere, dal momento che rappresentano parte della loro alimentazione (come avviene per i fringuelli rosati).

Inoltre, sono proprio i loro predatori alati a diventare un mezzo di diffusione per i vermi del ghiaccio. Infatti, può capitare che alcuni individui rimangano attaccati alle piume o riescano a sopravvivere al passaggio nell’intestino dei volatili e vengano portati in aree geografiche distanti da quella originaria. E’ stata dimostrata la parentela tra una popolazione di vermi del ghiaccio di un’isola di Vancouver con quella di una dell’Alaska meridionale.

Per quanto i processi che permettono ai vermi del ghiaccio di sopravvivere negli ambienti estremi siano affascinanti, rimane poco tempo per studiarli. Infatti, la vita di questi animali è intrinsecamente legata a quella dei ghiacciai, la cui esistenza è messa a repentaglio dai cambiamenti climatici. Gli scienziati hanno già registrato la scomparsa di alcune popolazioni dei vermi del ghiaccio da alcuni ghiacciai dello Stato di Washington.

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Una passione per la natura coltivata fin da piccolo mi ha condotto a studiare Scienze dell’Ambiente e della Natura ma, in seguito ad un sogno rivelatorio (se si vuole credere a questa versione), mi sono ritrovato con carta, penna ed un sogno nel cassetto.