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I Mondiali di calcio di Qatar 2022 saranno davvero a zero emissioni?

Per questo 2022 la FIFA ha promesso dei Mondiali di calcio a zero emissioni, ma i dubbi che si tratti di una campagna di greenwashing sono concreti.

I mondiali di calcio sono sempre più vicini e la FIFA continua a garantire che Qatar 2022 sarà a zero emissioni. Diverse organizzazioni guardano con diffidenza alle promesse e a riecheggiare è sempre più il termine greenwashing. I dati presentano, purtroppo, un quadro complicato e la neutralità carbonica appare ancora lontana.

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Foto: Pixabay @Pexels

Mondiali di calcio ed emissioni

Organizzare dei mondiali di calcio a zero emissioni è un’impresa. Ospitare un evento simile significa costruire stadi, alloggi e infrastrutture, oltre che rimodernare quelle già esistenti. Per Qatar 2022, all’unico stadio della città di Doha, sono state affiancate altre 7 strutture, edificate ex novo. Si stima, poi, che nel Paese arabo arriveranno almeno 1.5 milioni di tifosi, che si muoveranno a bordo di inquinanti aerei. La FIFA ha calcolato che la Coppa del Mondo comporterà l’immissione in atmosfera di 3.6 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. La valutazione si concentra solo sui giorni di effettivo svolgimento dell’evento e non sull’intero ciclo di vita degli impianti. Essa riflette, dunque, una previsione al ribasso.

Mondiali di calcio a zero emissioni?

La FIFA ha garantito che è stato fatto il massimo per rendere i mondiali di calcio di Qatar 2022 a emissioni nette zero. Tutti gli stadi sono stati collocati nel raggio di 70 km. Essi sono, così, connessi dalle linee della metro e da bus elettrici e ciò dovrebbe ridurre l’inquinamento. Tra gli sponsor ufficiali della Coppa del Mondo spiccano, però, realtà altamente inquinanti, come Qatar Airlines, Hyunday e QatarEnergy. Dalle alte sfere dell’organizzazione non mancano le rassicurazioni sul fatto che le emissioni verranno compensate con l’acquisto di crediti di carbonio. Secondo alcune dichiarazioni il Qatar ne avrebbe comprati al momento 1.5 milioni, un numero del tutto insufficiente, che si prevede di aggiornare a mondiali conclusi per colmare il divario.

Realtà o greenwashing?

Molte organizzazioni bollano le promesse del Qatar sui mondiali a emissioni zero come greenwashing. La paura è che la trasmissione di un messaggio fuorviante in questo contesto possa rivelarsi dannosa. Freddie Daley della University of Sussex ha spiegato che lo sport, con la risposta emotiva che suscita, offre il terreno ideale per coinvolgere. Il rischio è, dunque, che tra i 5 miliardi di spettatori previsti, molti si convincano che la situazione sostenibilità sia sotto controllo. Dai calcoli emerge, invece, che la Coppa del Mondo in Qatar libererà in atmosfera 1.5 milioni di tonnellate di CO2 in più rispetto a Russia 2018. Questi dubbi connessi alle promesse di neutralità carbonica seguono un’altra serie di polemiche su violazione dei diritti umani e sfruttamento di lavoratori migranti.

Il momento dei mondiali di calcio a emissioni zero forse non è ancora arrivato e non si tratta del primo episodio di greenwashing nell’ambito. Tempo fa le polemiche hanno coinvolto il Manchester City. La nota squadra inglese offre, infatti, la possibilità di riciclare le bottigliette in plastica allo stadio, in cambio di punti per sconti a bordo di aerei Etihad Airways. L’ora dei bilanci davvero favorevoli appare ancora lontana.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.