FoodPane & Pasta

Gricia, carbonara e amatriciana: ecco la differenza

Gricia, carbonara e amatriciana sono tre piatti alla base della tradizione culinaria romana e tra le golose ricette esiste più di una differenza.

Quando si visita Roma fare tappa in una trattoria che proponga la cucina tipica è quasi un must e conoscere la differenza tra gricia, carbonara e amatriciana può rivelarsi utile. Le tre ricette presentano dei punti in comune, ma storia, sapori e ingredienti ci aiutano a non fare confusione. Il gusto rimane, comunque, il principe del confronto.

gricia carbonara amatriciana differenza
Foto: Hans @Pixabay

Gricia

Per capire la differenza tra gricia, carbonara e amatriciana bisogna partire dalla loro origine comune. I tre piatti discendono, infatti, dalla tradizionale cacio e pepe, ricetta povera. Tra le preparazioni la più simile all’originale resta, però, la gricia. In questa l’ingrediente principe, insieme all’immancabile guanciale, è, infatti, il pecorino romano DOP, che deve essere usato in abbondanza per amalgamare. Tale formaggio ha un sapore forte e, unito al pepe, dà un gusto inconfondibile. Le origini del nome sono controverse. Esso potrebbe derivare dalla località Gresciano, vicino ad Amatrice. Altre versioni lo vogliono, invece, connesso al termine grici, che indicava i rivenditori di pane e altri generi alimentari, facendo riferimento allo spolverino grigio che indossavano per non sporcarsi di farina. La gricia si prepara in genere con spaghetti o rigatoni.

Carbonara

Tra i primi piatti principi della tradizione romana la carbonara occupa un posto di rilievo. Sul suo nome circolano diverse storie. Pare, infatti, che esso fosse il piatto che dava energia ai carbonai, i boscaioli che nell’800 ricavavano il carbone dalla legna sugli Appennini. Le prime testimonianze sulla ricetta risalgono, però, alla seconda guerra mondiale. Alcuni collegano così l’invenzione alle razioni date dagli americani ai soldati. La caratteristica peculiare della carbonara risiede, comunque, nell’utilizzo delle uova. Che si tratti dell’alimento intero o dei soli tuorli ciò che conta è che esse vengano aggiunte a crudo, sulla pasta appena scolata e ancora calda. Il guanciale non dovrebbe, poi, mai essere sostituito con la pancetta. Pecorino e pepe completano il tutto e gli spaghetti risultano immancabili.

Amatriciana

La differenza tra gricia, carbonara e amatriciana appare evidente se si guarda alle caratteristiche di quest’ultima. Essa deve il suo nome ad Amatrice, inequivocabile luogo di origine di questa gustosa ricetta. Il guanciale resta un ingrediente chiave, ma a esso si aggiunge la salsa di pomodoro. È importante che questa venga aggiunta direttamente al soffritto di guanciale, e non cotta a parte, così da potersi insaporire alla perfezione. I pelati costituiscono, poi, la scelta preferibile. A completare il piatto troviamo il pecorino di Amatrice, più delicato e meno piccante rispetto a quello romano DOP, e, ancora, il pepe. I bucatini sembrano rappresentare il formato di pasta per eccellenza, ma gli spaghetti restano ammessi.

Per quanto tra gricia, carbonara e amatriciana non manchino le similitudini, la differenza tra i piatti rimane evidente. Essi sono diventati, con il tempo, un simbolo nazionale, oltre che romano. Le variazioni di cui sono stati protagonisti sono ormai innumerevoli e molte di esse spopolano ben oltre confine. Al palato di ciascuno resta il giudizio finale sulla preferenza.

blank
Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.