Grande Barriera Corallina, in Australia la più grande moria di coralli di sempre

La Grande Barriera Corallina è un bene prezioso per l’Australia e per il mondo ma appare sempre più fragile. Un recente report ha avvertito che tra 2024 e 2025 l’ecosistema ha vissuto la più terribile moria di coralli mai registrata in un anno. Gli eventi di sbiancamento di massa si susseguono e la colpa è del riscaldamento globale. La situazione non è ancora disperata ma il tempo per agire scarseggia.

La Grande Barriera Corallina australiana a rischio
A lanciare un nuovo allarme sulla salute della Grande Barriera Corallina ci ha pensato l’Australian Institute of Marine Science. Il recente report ha raccolto dati in 124 siti dell’ecosistema tra agosto 2024 e maggio 2025 certificando la più alta perdita di coralli annua mai registrata dal 1986, data in cui sono iniziate le misurazioni. Il 48% della Grande Barriera Corallina ha visto la propria copertura di coralli calare, il 42% è rimasto stabile mentre solo il 10% ha vissuto aumenti.
Le perdite medie si attestano tra il 14% e il 30% ma alcune aree hanno subito declini del 70%. Le zone Nord e Sud sono risultate le più colpite. La situazione drammatica si è per altro sviluppata a partire dal 2023 quando due cicloni tropicali e l’attività della stella marina corona di spine hanno intaccato la stabilità dell’ecosistema.
Grande Barriera Corallina e cambiamento climatico
A mettere in pericolo la Grande Barriera Corallina in Australia è soprattutto il cambiamento climatico. Quando le acque oceaniche si scaldano eccessivamente infatti i coralli espellono le alghe simbiotiche che vivono nei loro tessuti a causa dello stress termico e perdono i colori vivaci che li contraddistinguono. Simili eventi, noti come sbiancamenti non sono irreversibili.
Possono però portare alla morte dei coralli, se la situazione non si normalizza nel giro di breve tempo. Nel corso della storia si sono già verificati sei eventi di massa di questo tipo, nel 1998, 2002, 2016, 2017, 2020 e 2022. La situazione sembra ora solo destinata a peggiorare. Gli oceani assorbono infatti il 90% del calore in eccesso introdotto in atmosfera dalle attività antropiche e fanno segnare ogni anno nuovi record negativi.
Perché la Grande Barriera Corallina è così importante per l’Australia?
I dati sulle perdite subite dalla Grande Barriera Corallina devono far suonare un campanello d’allarme e non solo per l’Australia. Le coloratissime distese sono presenti in oltre 100 Paesi e sostengono la sopravvivenza del 25% delle specie marine conosciute, facendo da straordinarie culle di biodiversità. Si dimostrano poi un baluardo di difesa per le coste contro le inondazioni. Per quanto riguarda l’Australia, inoltre, tale ambiente rappresenta un’attrazione turistica da miliardi di dollari ed è anche stato dichiarato patrimonio dell’Unesco.
I coralli possono però sopportare temperature oltre la norma di 1 °C per circa due mesi e di 2 °C per circa uno prima di arrivare alla morte quindi il tempo per invertire la rotta scarseggia. Fortunatamente esistono specie più resilienti di altre e approfondire la ricerca così da favorire l’adattamento appare prioritario.
La situazione della Grande Barriera Corallina in Australia lascia ancora speranza. Delle 124 aree analizzate solo 2 hanno mostrato una copertura di coralli inferiore al 10%, ma lo stesso vale per un valore superiore al 75%. Selina Stead, CEO di AIMS, ha dunque sottolineato che è chiaro che il futuro delle colorate distese dipende dai provvedimenti di riduzione delle emissioni.
