Cos’è il flashover in un incendio?
L’effetto flashover in un incendio è un fenomeno tristemente noto agli addetti ai lavori che ormai spaventa anche i non esperti. Con il termine si identifica una fase precisa dello scoppio di un rogo all’interno di uno spazio chiuso. La dinamica si instaura in determinate condizioni, in tempi rapidissimi e la velocità delle fiamme lascia spesso pochissimo spazio di intervento.

Incendio: cos’è il flashover
Quando si parla di flashover si fa riferimento a una fase estremamente pericolosa dello scoppio di un incendio. Essa può essere definita come il momento in cui tutte le superfici degli oggetti all’interno di uno spazio chiuso raggiungono una temperatura tale da accendersi simultaneamente, causando un divampare delle fiamme generalizzato. Il termine è non a caso tradotto in italiano con “incendio generalizzato” o “accensione simultanea”.
Il processo, una volta innescatosi, risulta praticamente irreversibile e, per come viene percepito, causa un divampare delle fiamme violento e improvviso. L’incendio coinvolge così l’intero ambiente, indipendentemente da dove si sviluppa il focolaio iniziale, e la temperatura supera rapidamente i 600 °C. L’evento rappresenta un rischio anche per i vigili del fuoco più esperti.
Come funziona il flashover?
Il meccanismo attraverso cui si arriva al momento del flashover in un incendio è complesso. Tutto parte da un piccolo focolaio localizzato. La temperatura all’interno dell’ambiente inizia ad aumentare. Quando le superfici e gli oggetti non possono più assorbire calore, iniziano a rilasciare gas caldi e infiammabili in un fenomeno che viene definito off-gassing.
Tali gas si accumulano sotto il soffitto e da lì iniziano a ridiscendere a fungo causando ulteriori surriscaldamento e dispersione di gas. La temperatura nell’ambiente aumenta rapidamente e, quando le soglie di innesco di tutti i materiali vengono raggiunte, si assiste al flashover. Le singole superfici presentano spesso limiti di accensione diversi, ma la temperatura schizza alle stelle così velocemente che l’innesco è praticamente simultaneo. Durante il flashover negli ambienti si arriva anche a 1.000 °C.
Flashover: cause
In caso di incendio il pericolo flashover è uno dei più temuti. I luoghi più a rischio sono gli ambienti chiusi angusti. I soffitti bassi accelerano la dinamica e lo stesso vale per la presenza di materiali altamente infiammabili. La ventilazione rappresenta un altro elemento chiave. Quando questa è inadeguata, ma non assente, fornisce alle fiamme la quantità di ossigeno necessario per divampare.
Il processo che porta al flashover, una volta innescatosi, risulta purtroppo fulmineo. Perché si arrivi a un incendio generalizzato bastano in genere dai 3 ai 5 minuti. I tempi possono essere anche più contenuti in ambienti particolarmente a rischio. Uno dei segnali di allarme è rappresentato dal rollover ovvero dei gas che si accumulano nei pressi del soffitto, sotto forma di fiammelle intermittenti.
Il flashover trasforma un incendio in una tragedia, quindi la prevenzione rimane l’unica strategia. È fondamentale allora diminuire il carico di incendio, limitando la quantità di materiali combustibili presenti nell’ambiente. L’impiego di adeguati sistemi antincendio, che impediscano alle fiamme localizzate di agire indisturbate rimane imprescindibile, così come la messa a punto di sistemi di ventilazione adeguati.






