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Gomma arabica, cos’è e perché è il sostituto ideale dello zucchero nel cibo

Questo additivo naturale e vegetale è usato sempre più dall’industria alimentare per la creazione di prodotti sugar-free o a ridotto contenuto di zuccheri

Snack e bibite zuccherate sono un fattore di rischio di condizioni come l’obesità e di malattie quali diabete e patologie cardiovascolari. Per questa ragione, la lotta agli alimenti con zuccheri aggiunti continua a essere una priorità per le politiche sanitarie del mondo. Un esempio è la tassazione sui prodotti incriminati, meglio conosciuta come sugar tax. Oltre alle autorità che si occupano della salute pubblica, anche i consumatori, sempre più consapevoli, stanno facendo pressioni sull’industria alimentare affinché studi ricette meno dannose. Di conseguenza, è scatta la ricerca di ingredienti alternativi tra i quali spicca la gomma arabica.

Gomma arabica sostituto zucchero

Cos’è la gomma arabica

È un additivo naturale e ingrediente che deriva dall’albero di acacia africano (per questo è conosciuta anche gomma d’acacia, polvere d’acacia o resina d’acacia), in particolare da due varietà sub-sahariane: la Acacia senegal e Acacia seyal. La produzione si concentra quindi in Africa, in particolare in Senegal. La gomma arabica deriva dall’essicazione di un liquido che trasuda dalla corteccia di questi alberi su cui vengono praticate delle incisioni. Da molti anni è utilizzata per produzioni alimentari in tutto il mondo e tutt’oggi si trova in molti beni.

Sono molte le sue caratteristiche virtuose. Innanzitutto, è completamente naturale, vegetale (e quindi consumabile dai vegani) e non contiene calorie. Ma è soprattutto la sua versatilità a renderla un ingrediente molto apprezzato. Fino ad oggi è stata fruttata per caramelle, gomme da masticare e dolci industriali, ma ora sta crescendo il numero di le aziende alimentari che la scelgono per rendere i propri prodotti sugar-free. Eliminare o ridurre gli zuccheri significa cambiare molte delle caratteristiche a cui i consumatori sono abituati. La gomma arabica, tuttavia, permette di non far avvertire più di tanto queste riformulazioni e di compensare la perdita di volume, consistenza e di sensazione al palato.

Le caratteristiche virtuose per l’industria alimentare

Tra le sue proprietà virtuose, conferisce effetti stabilizzanti al mix in cui è inserito. Ad esempio, garantisce una migliore conservazione in presenza di acqua, allungando la durata del prodotto e al contempo migliorando la sua morbidezza. È anche termicamente stabile, fattore che la rende l’ideale per la preparazione di yogurt, prodotti caseari e derivati dal latte, ma anche prodotti panificati e prodotti a base di farina. Può inoltre essere agilmente utilizzata in combinazione con altri dolcificanti, ad esempio per sopperire alla perdita di cremosità e amarezza che si riscontra nel cibo sugar-free.

Dal punto di vista nutrizionale, è un’ottima fonte di fibre che può essere aggiunta in una ricetta senza alterare in modo evidente l’aspetto, la consistenza e il sapore del prodotto che risulterà così più saziante. Infine, aiuta a contenere i picchi di glucosio nel sangue e quindi l’indice glicemico. Questo perché induce una risposta regolatrice inferiore e la produzione di meno insulina da parte del pancreas rispetto ai prodotti contenenti i classici zuccheri cattivi. Ecco perché è un’alternativa valida per abbassare il rischio diabete, ma anche per creare prodotti per chi convive con questa malattia.

Dove si trova e come si usa in casa

La gomma arabica si trova soprattutto in polvere ed è acquistabile online a prezzi che si aggirano sui 10 euro per 100 grammi. La sua versione in scaglie è invece un po’ più costosa. Il grosso del suo utilizzo è legato all’industria alimentare e, come scritto, è destinato ad aumentare. Per l’uso domestico non è da intendersi come un sostituto dello zucchero che mettiamo nel caffè o nel tè, ma piuttosto come un dolcificante naturale, solubile in acqua calda, che possiede buone proprietà leganti ed emulsionanti per preparare delle torte. Il dosaggio va dai 10 e i 50 grammi per 100 millilitri di preparato.

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