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Gli healthy snack sono veramente salutari?

La moda degli healthy snack sta conquistando velocemente gli scaffali dei supermercati, ma si tratta veramente di prodotti salutari?

Al supermercato gli healthy snack si possono trovare ormai sempre più facilmente, ma vi siete mai chiesti se siano veramente salutari? Il problema più grande di questo tipo di prodotti è che vengono percepiti, a volte grazie a confezioni molto ottimiste, che si possano mangiare senza pensieri. Come tutte le cose però, è meglio considerare la lista degli ingredienti e non fidarsi solamente di claim che possono semplificare troppo il concetto di dieta salutare.

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Cos’è un healthy snack

La prima cosa da chiarire quando si tratta di healthy snack è, esattamente, di cosa stiamo parlando. In linea di principio si tratta di prodotti che escludono almeno uno degli 8 prodotti a cui il 90% della popolazione occidentale è allergica: grano, latte, uova, arachidi, noci, pesce, molluschi e soia. Si tratta, nella maggior parte dei casi, anche di prodotti «plant-based», vegetariani o addirittura vegani.

Tendono a contenere un discreto quantitativo di fibre, magari qualche altro elemento nutrizionale ascrivibile nella categorie delle vitamine o delle proteine, con solitamente la specifica di avere una bassa quantità di calorie. Queste caratteristiche fanno sì che vengano percepiti, appunto, come più sani rispetto a molti altri «snack» considerati più dannosi per la salute.

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Un altro elemento che molto spesso viene evitato all’interno degli healthy snack sono gli aromi artificiali. Sono diversi gli studi che hanno puntato il dito contro questo tipo di additivi, che potrebbero essere in parte colpevoli dell’aumento nei casi di obesità. Anche gli ingredienti OGM nella maggior parte dei casi vengono scartati in favore di materia prima considerata più naturale.

Healthy snack: a cosa fare attenzione

Il problema nel concepire questa categoria di snack come amica della salute è che si tendono a mangiare senza porsi troppe domande, ma leggere l’etichetta è sempre molto importante. Un esempio pratico sono gli healthy snack negli Stati Uniti, che possono riportare sulla confezione scritte come «Eat freely!» – da mangiare senza pensieri – quando in realtà contengono ingredienti come l’amido di patate, olio di canola, zucchero di canna e maltodestrine, tutti ingredienti da assumere con un po’ di attenzione.

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Anche utilizzare alternative gluten-free al grano tradizionale richiede un po’ di attenzione: la farina di manioca contiene più carboidrati ed è nutrizionalmente meno densa rispetto alla sua controparte tradizionale. Attenzione però: non è che non facciano bene, semplicemente non bisogna esagerare pensando si stia mangiando una panacea, tanto più se si pensa che gli snack, come le patatine, portano spesso il consumatore ad un modo di mangiare impulsivo, dettato dalla gola più che dalla necessità.

Uno studio condotto nel 2016 ha dimostrato che parole come «fitness», nel nome di uno snack, possono indurre chi li acquista a mangiarne di più sentendo meno la necessità di allenarsi. Un altro fattore da considerare ha a che fare con il discorso accennato prima sugli aromatizzanti artificiali: al posto degli aromi di formaggio viene utilizzato l’alimento vero e proprio, ma secondo alcuni test condotti dal The New York Times, una grandissima quantità di questi healthy snack conterrebbero ftalati, potenzialmente tossico.

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