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Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2020: i benefici della dieta mediterranea

E' un modello che fa bene alla salute, nostra e del pianeta. Molti italiani lo stanno riscoprendo: durante il lockdown, su i consumi di frutta e verdura

Il lockdown introdotto per l’emergenza Covid-19 ha cambiato le abitudini a tavola degli italiani. Ma a livello di educazione alimentare c’è ancora molto da fare. In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2020, che come ogni anno si celebra il 16 ottobre, Fondazione Barilla traccia il quadro della situazione in Italia con un’analisi su come ciò che finisce sul nostro piatto si riflette sulla salute, nostra e del pianeta. Su entrambi i fronti si può migliorare e per farlo abbiamo a disposizione un alleato di valore: la dieta mediterranea.

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I benefici sulla salute della dieta mediterranea

Quest’ultima si rivela sempre più una dieta sostenibile che produce effetti positivi sia sul nostro organismo, sia sull’ambiente da cui ricaviamo il nostro cibo. Sul primo fronte, in Italia l’aspettativa di vita alla nascita è alta, circa 83 anni. Guardando, tuttavia, “all’aspettativa di vita sana” il dato scende di circa 10 anni. Gli italiani, insomma, sono longevi ma negli ultimi anni di vita vedono peggiorare la loro salute, anche a causa di scelte alimentari quotidiane poco equilibrate mantenute nel corso del tempo.

Le conseguenze più diffuse sono le condizioni di sovrappeso e obesità, che colpiscono quasi il 60 percento delle persone sopra i 20 anni e l’insorgenza di malattie croniche (come malattie cardiovascolari, problemi respiratori, diabete, ecc.). Al progressivo allontanamento da modelli alimentari sani, si aggiunge la mancanza di attività fisica ad aggravare la situazione. Fondazione Barilla sottolinea come la dieta mediterranea sia associata a un buono stato di salute e a un miglioramento della qualità della vita, rendendolo un modello ideale per prevenire malattie non trasmissibili.

Dei piccoli passi in questa direzione sono stati fatti durante il lockdown. Secondo un recente studio condotto su 5mila cittadini, nel periodo di isolamento il consumo di cibi sani è cresciuto: verdura (+33%), frutta (+29%), legumi (+26,5%), acqua (+22%) e olio extravergine di oliva (+21,5%). C’è stata dunque una riscoperta degli alimenti base della basi della dieta mediterranea.

I riflessi positivi sull’ambiente

Oggi il 91 percento dei decessi nazionali è dovuto a malattie non trasmissibili causate, tra i vari fattori, anche da scelte che facciamo a tavola (oltre tre milioni di persone convivono col diabete, mentre il 44 percento dei decessi dipende da malattie cardiovascolari). Possiamo tutelare la nostra salute e quella dell’ambiente, come evidenziato anche dalla Farm to Fork Strategy dell’UE, partendo dal piatto”. ha spiegato Marta Antonelli, Direttore Ricerca di Fondazione Barilla.

E, a proposito di ambiente, questo regime alimentare sostenibile ha un impatto positivo anche sul nostro pianeta. L’attuale sistema di produzione del cibo dal campo alla tavola contribuisce fino al 37 percento delle emissioni globali di gas serra. Un concetto sintetizzato dalla Doppia Piramide Alimentare e Ambientale di Fondazione Barilla, che evidenzia come gli alimenti che favoriscono la salute (ortaggi, frutta, olio extravergine di oliva, frutta secca, cereali integrali) siano anche quelli con minore impronta ecologica.

10 linee guida per cambiare approccio al cibo

Per aumentare la sensibilizzazione della popolazione verso abitudini più sane a tavola Fondazione Barilla ha sviluppato un piano d’azione di dieci punti. L’obbiettivo è trasformare il modo in cui guardiamo il cibo, spingendoci a riflettere sull’intero percorso dal campo al piatto. Eccole: incoraggiare l’impegno delle aziende su salute e sostenibilità, promuovere la digitalizzazione delle informazioni, identificare il costo reale del cibo, migliorare la sicurezza e diversità delle sementi e la rigenerazione del suolo, mobilitare tutti gli attori, aumentare la consapevolezza e l’informazione, consentire l’adozione di scelte alimentari sane e sostenibili, creare resilienza globale.

REDAZIONE
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