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Germania, la miniera di carbone che rischia di far sparire un villaggio

In Germania l’ampliamento della miniera di carbone vicino a Lützerath ha scatenato una battaglia e agli ambientalisti si è unita anche Greta Thunberg.

In Germania il carbone è ancora una fonte di energia importante e negli ultimi anni la miniera di Garzweiler è stata al centro delle cronache. Il governo ha, infatti, autorizzato l’ampliamento del sito di estrazione, condannando, così, alla distruzione il vicino villaggio di Lützerath. Gli ambientalisti hanno reagito con feroci proteste e gli scontri sono ormai accesi. All’ultima manifestazione ha partecipato anche Greta Thunberg, ma il governo appare saldo.

miniera carbone Germania
Foto: Tom Fisk @Pexels

La storia della miniera di carbone di Garzweiler in Germania

Le vicende relative alla miniera di carbone di Garzweiler in Germania sono ormai di dominio pubblico. Il sito, nello stato del Nord Reno-Westfalia, è dedicato all’estrazione della lignite, un carbone fossile fortemente inquinante. Questo è attivo dal 1961 e occupa una superficie di 48 km2. Per espanderlo nel tempo sono stati distrutti circa 20 paesi e ora a scomparire dovrebbe essere il villaggio di Lützerath. Il governo ha, infatti, siglato un accordo con il colosso RWE per un ulteriore ampliamento della miniera. L’autorizzazione è stata data nel 1995 e nel 2006 è iniziato l’esodo dei circa 100 abitanti. Nel corso degli anni gli attivisti hanno protestato con decisione, ma nel 2022 l’ultimo agricoltore del villaggio ha ceduto i propri terreni alla RWE.

Le proteste

Contro l’ampliamento della miniera di carbone di Garzweiler in Germania gli ambientalisti hanno ingaggiato una battaglia. Questi ultimi hanno occupato il sito costruendo case sugli alberi e rifugiandosi nei tunnel sotterranei, ma la polizia è ora determinata a sgomberarli. Gli scontri si sono già fatti violenti, ma gli ultimi attivisti sono decisi a non lasciare il campo. Il fatto che Greta Thunberg si sia unita ai manifestanti ha donato alla vicenda anche più visibilità. L’accusa rivolta al governo è, comunque, quella di aver messo il profitto davanti alle esigenze del pianeta. Secondo le stime, se tutto il carbone che diventerà accessibile con l’espansione venisse bruciato, sarebbero immesse in atmosfera 280 tonnellate di CO2. L’ampliamento causerebbe, poi, l’abbattimento di migliaia di alberi.

Un dibattito interno

La miniera di carbone di Garzweiler rappresenta in Germania un terreno di scontro acceso anche dal punto di vista politico. Nel governo i Verdi ricoprono, infatti, un ruolo di rilievo, ma la crisi energetica connessa alla guerra in Ucraina ha messo il partito in una posizione complicata. Già nel 2021 il 30% dell’elettricità tedesca è stata prodotta grazie a combustibili fossili e oggi i dati peggiorano. Le autorità sostengono che questa sia al momento l’unica strada per garantire stabilità energetica al Paese e che l’ampliamento della miniera sia un passo necessario.

Robert Habeck, ministro dell’Economia e leader dei Verdi, ha dichiarato che siamo ormai di fronte a una battaglia intrapresa per un simbolo sbagliato. RWE avrebbe, poi, accettato, insieme all’accordo, di anticipare l’addio al carbone al 2030, anziché al 2038, e questa dovrebbe essere considerata una vittoria.

Le vicende relative all’ampliamento della miniera di carbone di Garzweiler sembrano destinate a tenere banco, in Germania e non solo, ancora a lungo. Il governo sottolinea che a Lützerath non vive ormai più nessuno, ma la condanna degli ambientalisti resta ferma. La battaglia sta dividendo la base politica dei Verdi dal Partito e il dibattito è acceso anche all’interno di quest’ultimo. Greta Thumberg ha, nel frattempo, definito il sito di estrazione a una novella Mordor e il paragone di stampo Tolkieniano risulta di forte impatto.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.