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Il futuro del cibo sarà l’economia circolare

La parola chiave è riutilizzo: il futuro del settore agroaliementare e del cibo in generale sta nel concetto di economia circolare, approccio che vuole dare quanto più valore possibile agli scarti.

Abbiamo imparato a definire l’evoluzione del sistema alimentare attuale come un aumento della produzione. L’avanzamento tecnologico per lungo tempo ha significato «di più», non «meglio», mentre oggi ci si rende conto di quanto miope potesse essere questa prospettiva. L’economia circolare è da questo punto di vista una soluzione che rappresenta una vera e propria rottura col passato, con l’obiettivo di trasformare semplici miglioramenti incrementali in qualcosa di davvero rivoluzionario.

Schema economia circolare

Il tesoro della biomassa

Abbiamo parlato in diverse occasioni di quello che potrebbe essere il futuro dell’agricoltura e dell’allevamento, i gradini più grandi e basilari della catena alimentare umana: la rivoluzione agricola 3.0, i big data a disposizione degli agricoltori, i robot per mungere le mucche e raccogliere i frutti della terra una volta maturati. Non ci siamo nemmeno dimenticati di parlare di economia circolare in maniera generica, ma cosa succede quando tutte queste variabili rientrano sotto un’unica idea? La svolta arriva nel momento in cui ci si rende conto che la filiera si è evoluta ed è cresciuta a dismisura, tanto da offrire problemi – e soluzioni – ancora inesplorati.

Biomassa e economia circolare

Concretamente però l’obiettivo principe è, fondamentalmente, sfruttare al massimo la biomassa prodotta nelle operazioni agricole canoniche. Non un miglioramento di qualcosa che stiamo già facendo, ma una innovazione di rottura, in grado di riscrivere il nostro approccio all’intera filiera agroalimentare. E il miglioramento genetico potrebbe essere in questo senso l’arma numero uno, combinato appunto con le logiche dell’economia circolare. Se nuovi batteri progettati a tavolino riuscissero a trasformare l’enorme biomassa che puntualmente scartiamo in prodotti in grado di rigenerare il terreno sui si coltiva o si alleva, non sarebbe perfetto?

Una crescita intelligente

«Attraverso l’economia circolare – ha spiegato Carlos Moedas, commissario europeo per la ricerca, la scienza e lo sviluppo – il nostro sistema agroalimentare potrà fornire nutrienti e combattere il cambiamento climatico. L’economia circolare riguardo un uso intelligente delle risorse. Riguarda posti di lavoro e la crescita direttamente dove vivono le persone. Riguarda l’applicazione di ricerche in modo concreto, e qui c’è ancora molto da fare

Riciclo e tecnologia verde per il cibo di domani

Il modo migliore per adottare un sistema aderente all’economica circolare è analizzare e risolvere il problema degli scarti: dobbiamo imparare che nulla è del tutto inutile, basta trovare il modo giusto di reintrodurlo nel sistema con la giusta chiave. Non solo per una questione di produzione alimentare, ma anche per mitigare i diversi cambiamenti climatici. Oltre la genetica e lo sfruttamento intelligente della biomassa un altro fronte su cui innovarsi è la nutrizione personalizzata: «dobbiamo cominciare a pensare ad una nutrizione personalizzata – ha concluso il commissario Moedas – Dobbiamo passare da un’idea di nutrizione a quella personalizzata perché se tutti mangiassimo lo stesso identico cibo non ci sentiremmo poi tutti allo stesso modo

Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.