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Economia circolare: un nuovo modo di vedere il rapporto con l’ambiente

Un sistema economico in grado di auto-rigenerarsi. Una manciata di parole che racchiudono un approccio non solo rivoluzionario, ma che potrebbe rivelarsi l’unico in grado di cambiare le regole del gioco economico.

Stiamo parlando di un concetto relativamente nuovo nell’ambito dell’economia, finora vista come lineare, simbolo di efficienza limitata e non coerente con un sistema le cui risorse non sono infinite. Questa economia circolare potrebbe essere la risposta alla necessità di cambiare approccio.

Economia circolare: un nuovo modo di vedere il rapporto con l'ambiente

Un’idea (quasi) nuova

Dietro al concetto di economia circolare si nascondono alcune logiche complesse, dalle ispirazioni più disparate, come la natura o altre branche più o meno recenti dell’economia, alla messa in discussione del denaro e della finanza. Proprio per le sue implicazioni, tanto invadenti da rendere difficile immaginarle, gran parte della ricerca è tesa a capire le conseguenze di una sua applicazione pratica.

Prendiamo ad esempio la biomimetica, quella branca della scienza che studia i processi biomeccanici e biologici della natura con il dichiarato intento di utilizzarli come ispirazione per migliorare le tecnologie e l’attività umana.

Schema economia circolare

Tra le ispirazioni si trova anche il Cradle to Cradle, una filosofia di approccio ai sistemi che cerca di adattare i modelli dell’industria alla natura, in parole povere ripensare i processi produttivi come se i materiali impiegati fossero elementi stessi della natura e quindi intrinsecamente capaci di rigenerarsi. Un modo per l’industria di valorizzare e preservare gli ecosistemi e i cicli biologici della natura.

Altro concetto ancora da cui l’economia circolare sembra aver preso ispirazione è l’economia blu, una sorta di business model in cui il tentativo di partecipare ad un ecosistema sostenibile è ottenuto attraverso la rielaborazione delle sostanze sprecate e di scarto in merce redditizia.

Economia circolare, tutta una questione di retroazione

Tutti questi complessi concetti possono tradursi in una sola realtà presente in natura, la retroazione, quella proprietà che hanno certi sistemi di autoregolarsi, tenendo conto con il dovuto anticipo degli effetti causati dalla eventuale modificazione di alcune parti del sistema stesso. Prendiamo il nostro corpo ad esempio: l’impegno di molte nostre energie è fondamentalmente concentrato nel tenere in equilibrio una miriade di parametri che a loro ci permettono di vivere. Ognuno di questi parametri è legato agli altri in qualche modo, e gli stessi meccanismi che li regolano tendono ad influire sugli altri sistemi di controllo, creando facilmente reazioni a catena in un equilibrio fondamentalmente dinamico.

Tutta una questione di retroazione

I processi nel mondo biologico hanno avuto milioni di anni per sviluppare un’infinità di soluzioni per mantenere questo precario equilibrio, altrettanti per perfezionarlo in maniera efficiente. L’economia circolare vuole mimare questo modo di ragionare della natura, creando un sistema economico molto più consapevole di se stesso e di tutte quelle esternalizzazioni che lo rendono lineare, e in certo senso assolutamente a senso unico.

Questa a grandi linee è l’idea dietro all’economia circolare, un giorno sapremo se avremo le forze non solo per immaginarla ma anche metterla in pratica, possibilmente prima che diventi una questione di vitale importanza.

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.