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Frutta e verdura: meglio mangiarle crude o cotte?

Che sia importante comprenderle nella propria dieta è cosa nota, ma frutta e verdura è meglio mangiarle crude o cotte? Proviamo a fare chiarezza.

Vi sarà capitato certamente di chiedervi se frutta e verdura sia meglio mangiarle crude o cotte, ma la risposta a questo quesito non è così univoca come si possa immaginare. È necessario, infatti, fare alcune precisazioni specialmente sull’apporto nutrizionale dei vari vegetali.

frutta verdura crude o cotte

Frutta e verdura, perché mangiarle crude

Tra i principali fattori che alla domanda «frutta e verdura: meglio mangiarle crude o cotte?» porterebbero a rispondere «crude» c’è senza dubbio il mantenimento delle proprietà nutritive. La cottura, specie se a temperatura elevata, mette a rischio la conservazione di importanti nutrienti, come enzimi e vitamine. Inoltre, è credenza diffusa che un regolare consumo di frutta e verdura crude possa avere un’importante azione anti-age, prevenire diversi disturbi grazie alle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti e promuovere il benessere generale per l’organismo. Senza contare che esistono diverse evidenze scientifiche che mostrano come mangiare vegetali crudi abbia un ruolo nella prevenzione alla depressione e nel migliorare il senso di soddisfazione.

frutta e verdura crude

Frutta e verdura, perché mangiarle cotte

Per decidere se frutta e verdura sia meglio mangiarle crude o cotte, non si può trascurare il sapore. Molti vegetali con la cottura ci guadagnano in gusto, ed è per questo che vengono preferiti. Tuttavia non è automatico che questo necessariamente ne rovini le proprietà nutritive. Uno studio del 2002 pubblicato sul Journal of Agriculture and Food Chemistry, per esempio, ha mostrato come la cottura aumenti i livelli di licopene nei pomodori. Una sostanza eccellente per la salute del cuore. Così come altre evidenze sottolineano un aumento del contenuto di calcio e un miglioramento della digeribilità dei vegetali cotti. Va sottolineato che, tuttavia, la cottura non è mai un metodo positivo dal punto di vista nutrizionale, con stime che registrano una perdita del 14% delle sostanze nutritive. Molto meglio è preferire cotture con temperature più moderate.

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