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Franciacorta 2027: una sfida per diventare 100% biologico

Il futuro di questa rinomata regione vitivinicola sembra proiettarsi verso il biologico, e potrebbe avere tutte le carte in regola per farlo.

La celebrazione del cinquantesimo anniversario della DOC Franciacorta è stata concepita per essere un punto di svolta, non un arrivo ma tutto il contrario. A testimoniarlo un’indagine, condotta dallo studio De Masi e intitolata Franciacorta 2027, una sorta di linea guida che anticipa quelli che saranno i prossimi dieci anni del consorzio. Un indizio? Biologico, senza se e senza ma.

Parola d’ordine? Distinguersi

La parola d’ordine è distinguersi

Partiamo da un dato: il mercato globale del vino vale circa 70 miliardi di euro. Coca-Cola da sola fattura bene o male il doppio, questo dà un’idea di quanto sia ancora ampia la distanza da coprire. Oscar Farinetti non ha dubbi su quale sia la strada giusta da percorrere: «Distinguersi è la parola d’ordine.»

Franciacorta 2027: una sfida per diventare 100% biologico

L’imprenditore sottolinea come al mondo siano circa 2/3 le persone che non bevono «Nei prossimi vent’anni quindi il mercato raddoppierà, se non triplicherà. Qui emergeranno due nazioni vissute come grandi chicche, come cult: Francia e Italia. Dobbiamo riuscire a riempire di valori immateriali il nostro vino. I Franciacortini sono stati bravissimi perché sono stati i più bravi a copiare i francesi. Adesso bisogna metterci dentro qualcosa di identitario per distinguersi.» Un altro punto su cui far leva potrebbero essere le varietà tipiche della Franciacorta, come la poco conosciuta Erbamat.

La conversione al biologico

L’obiettivo è quello di riuscire a identificare aspetti che possano rendere unico il Franciacorta nel panorama globale delle bollicine, e una delle chiavi sarà la coltivazione biologica. Come riporta lo studio «Aumenterà la superficie vitata gestita dalle aziende che aderiscono al Consorzio e, con essa, crescerà anche il numero di bottiglie vendute. Nel 2027 la coltivazione biologica occuperà il 90-100% della superficie vitata franciacortina».

La conversione al biologico

Allo stesso tempo le cantine dovranno attivarsi per rendere sempre più facile l’accesso ai loro ambienti da parte dei turisti e chiunque sia interessato a guardare il mondo oltre la semplice bottiglia. L’eccellenza del Franciacorta non è solo nel prodotto finito, ma permea tutta la filiera, fin dai vigneti, e questo è un aspetto che non deve più essere sottovalutato.

Uno dei mercati più allettanti da conquistare potrebbe essere quello degli Stati Uniti, dove c’è sempre più attenzione per il vino ma dove i prodotti italiani non riescono ancora a combattere armi alla pari con i cugini francesi. Allo stesso tempo non si potrà trascurare però tutto ciò che concerne la ricerca e sviluppo, passando dalle curve di maturazione fino ad una migliore selezione delle cuvèe.

Fonti: Franciacorta 2027 Indagine Previsionale – Studio De Masi – Giornale di Brescia

REDAZIONE

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