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Filippine: create mascherine biodegradabili in fibra di abaca

Il materiale, ricavato da una pianta simile al banano, sarebbe sicuro dal punto di vista sanitario. La domanda ha avuto un'impennata negli ultimi mesi

Una mascherina anti-Covid in grado di biodegradarsi in soli due mesi. Il dispositivo di protezione individuale alternativo ai modelli in plastica arriva dalle Filippine. Utilizzando la fibra di abaca, una pianta parente dell’albero delle banane, molte aziende stanno realizzando mascherine e camici per i cittadini e per il personale medico.

Mascherine fibra abaca

Il test sulla fibra di abaca

La richiesta di dispositivi in fibra di abaca sta crescendo, spinta anche dai positivi risultati dei test sulla sicurezza sanitaria del materiale. Uno studio preliminare svolto dal Dipartimento per le Scienza e la Tecnologia delle Filippine ha dimostrato che l’abaca è più resistente all’acqua delle mascherine N-95 in commercio e, come riporta Bloomberg, che le dimensioni dei suoi pori rispettano gli standard per il filtraggio delle particelle pericolose raccomandati dal Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti


Il successo di queste mascherine potrebbe dare una mano a contrastare la grande diffusione dei prototipi realizzati in plastica. Il protrarsi della pandemia da Covid-19 nel mondo ha causato un notevole aumento nel consumo di questi dispositivi e, di conseguenza, nella produzione di rifiuti. Molte mascherine, inoltre, non vengono smaltite correttamente, finendo nell’ambiente e diventando un pericolo per gli animali.

Caratteristiche e usi tradizionali

Le caratteristiche ecofriendly dell’abaca stanno alimentando la domanda di questa fibra. Le Filippine ne sono il più grande produttore. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) nel 2017 hanno garantito l’85 per cento della fornitura globale. La fibra ricavata dall’albero dell’abaca in passato era utilizzata per la produzione delle cordeper le imbarcazioni grazie alla sua resistenza all’acqua di mare. Oggi è impiegata per la produzione di banconote (ad esempio in Giappone) e nel settore automobilistico (Mercedes-Benz). Nonostante il raddoppio della produzione, gli esperti sostengono che le Filippine non riusciranno a soddisfare il boom di richieste in arrivo, in particolare da Cina, India e Vietnam. Il costo della fibra di abaca, e dunque delle mascherine, è più elevato della plastica. Ma nemmeno questo fattore sta rallentando l’impennata.

Il boom di richieste

Quest’anno la produzione destinata al settore medico potrebbe crescere dall’ 1 per cento del 2019 al 10 per cento, ha riferito a Bloomberg Kennedy Costales, responsabile dell’Agenzia Nazionale per le Fibre delle Filippine. “La consapevolezza dei consumatori è più alta quando si tratta di prendersi cura dell’ambiente– ha commentato Neil Francis Rafisura, direttore generale della Salay Handmade Products Industries Inc, un’azienda del settore – ci sono persone disposte a pagare un sovraprezzo per prodotti eco-friendly”.

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