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Ecco quali sono gli edifici più green del mondo

Con il mercato della bioedilizia in continua espansione, ogni anno sorgono nuove costruzioni sostenibili. Un esempio è il Campus Bocconi a Milano.

Quali sono gli edifici più green del mondo? Anche l’edilizia, settore che incide molto sul consumo di risorse e di energia, ha cominciato a fare importanti passi per contrastare i cambiamenti climatici. Il mercato della bioedilizia è cresciuto molto negli ultimi anni, così come il numero di certificazioni che attestano le qualità ambientali delle strutture. Allo stesso tempo, stanno facendo la loro comparsa (o il loro ritorno) materiali sostenibili, dagli scarti della produzione del riso al legno. Tra chi sta sposando l’idea di un’architettura ad alto tasso di sostenibilità ci sono grandi aziende e organizzazioni che, per le loro sedi, scelgono sempre più fonti rinnovabili, riduzione dei consumi energetici e strutture efficienti.  Ecco gli  esempi più validi.

edifici green bocconi campus
Foto: Marco de Bigontina

l Campus Bocconi a Milano

Un esempio tutto italiano è il nuovo campus dell’Università Bocconi di Milano. Inaugurato a novembre 2019 e disegnato dallo studio giapponese Sanaa, per la nuova struttura si è puntato su energie rinnovabili, forme innovative e dettagli green. Il complesso è stato progettato per essere esposto alla luce solare, elemento che viene sfruttato dai pannelli fotovoltaici ad alta efficienza installati sulle coperture e in grado di produrre oltre 1.200 kW di potenza nominale. Il risparmio energetico è garantito dall’utilizzo delle pompe di calore e dei gruppi frigoriferi per bilanciare il fabbisogno termico dei diversi edifici, da un involucro di rivestimento composto da due strati (alluminio anodizzato più vetro e alluminio a taglio termico) ad alta efficienza energetica e da un sistema evoluto di gestione dell’illuminazione con controllo automatico dei livelli di luminosità in ogni singolo spazio. L’acqua piovana viene riciclata, mentre la vivibilità degli ambienti interni è assicurata da una ventilazione naturale. Con il campus, è stato realizzato anche un grande parco pubblico che va a integrarsi con il vicino parco Ravizza.

The Edge ad Amsterdam

Per trovare i veri campioni di sostenibilità bisogna però spostarsi all’estero. Al primo posto sul podio degli edifici più green del mondo c’è il The Edge di Amsterdam, sede principale nei Paesi Bassi del gruppo di consulenza britannico Deloitte. Il piazzamento è stato certificato nel 2016 da una delle agenzie più accreditate in materia, BREEAM, che ha assegnato alla costruzione un punteggio del 98,4 per cento, il più alto mai conferito. Progettato da PLP Architecture, gruppo di architetti e designer londinesi, il palazzo ispirato a una navicella spaziale sfrutta tecnologie all’avanguardia, alcune delle quali pensate ad hoc per la struttura.

A questo proposito, l’elemento più degno di nota è un sistema basato su sensori posizionati in ogni spazio che raccoglie dati 24 ore su 24 per adattare l’ambiente lavorativo alle esigenze dei dipendenti, ad esempio regolando automaticamente luce e temperatura. The Edge è improntato sul risparmio energetico con oltre 4mila metri quadri di energie rinnovabili, pannelli solari sulla facciata sud e fotovoltaico sulle coperture, permettendogli non solo di produrre più energia di quanto consuma, ma di utilizzare il 70 per cento di energia in meno di un ufficio convenzionale. L’edificio vanta il più grande ed efficiente stoccaggio di energia termica basato sull’acqua: durante i mesi estivi, l’edificio pompa l’acqua calda a oltre 120 metri di profondità nella falda acquifera che, in inverno, viene risucchiata per riscaldare l’edifico. Infine, la copertura del palazzo funge da luogo di richiamo per la fauna locale (uccelli, pipistrelli, api e insetti).

Lo Showroom Hawortha Pechino

Pechino, invece, lo Showroom Haworth del produttore cinese di arredi per uffici Parkview Green, è stato il primo edificio certificato LEED v4, recente standard che oltre a valutare le prestazioni degli edifici ne testa anche la qualità dell’aria indoor. Il merito è di un processo di ristrutturazione che ha impiegato solo materiali ecologici e nessun prodotto chimico o sostanza pericolosa: tutte le vernici ed i rivestimenti soddisfano i limiti di COV (Composti Organici Volatili) richiesti. Inoltre, il 60 per cento degli elementi costruttivi interni non strutturali è stato riutilizzato, mentre l’arredamento è stato realizzato con materiale di riciclo. Per la certificazione ha giocato un ruolo di primo piano anche il sistema d’illuminazione con tecnologia a LED, che consente di ridurre del 59 per cento i consumi rispetto a un edificio simile, mentre il sistema di riciclaggio delle acque grigie permette di risparmiare il 53 per cento del consumo di acqua.

Il Bullitt Center di Seattle

Infine, tra gli edifici più green del pianeta, troviamo il Bullitt Center di Seattle, negli Stati Uniti. Commissionato dalla Bullitt Foundation, ente non-profit attivo nell’ecologia urbana, e progettato dallo studio The Miller Hull Partnership, il palazzo è ispirato agli alberi secolari del parco pubblico che si trova nelle sue vicinanze. Il suo funzionamento sembra imitare proprio quello di un albero: le radici sono 26 sonde geotermiche che affondano nel terreno fino a 120 metri; la chioma è costituita da una vela di 575 pannelli fotovoltaici che assicurano il 100 per cento del fabbisogno energetico della struttura (in media 230.000 kWh l’anno), mentre tubi e condotti raccolgono l’acqua piovana per la sua depurazione e il riutilizzo. Anche qui la tecnologia è centrale per il monitoraggio dell’ambiente lavorativo attraverso un sistema di sensori: regola le lampade per evitare inutili sprechi e rileva i livelli di CO2 e la temperatura. Il Bullitt Center ha ottenuto l’importante certificazione volontaria Living Building Challenge.

REDAZIONE
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