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Ecco come usare la lavanda in cucina

Imparare come usare la lavanda in cucina vi permetterà di portare a tavola piatti originali, ricette interessanti con qualche inaspettata proprietà.


Ammettiamolo, è difficile immaginare di usare la lavanda in cucina: la vediamo in moltissimi contesti diversi, dai saponi ai detersivi fino ai prodotti per profumare gli ambienti, decora con eleganza giardini e pergolati, ma tra i fornelli, nei dolci e ancora meno nei primi o secondi piatti, non siamo proprio abituati ad averla. E ci stiamo perdendo qualcosa di veramente interessante.

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Utilizzare la lavanda

Cominciamo col dire che si distinguono due principali parti edibili nella pianta: le foglie da una parte e dall’altra le infiorescenze. Se le prime hanno un profumo e un sapore delicato, i fiori tendono ad essere molto aggressivi a livello di intensità aromatica, obbligando chiunque li utilizzi a dosare con cautela le quantità. Con queste premesse, tendenzialmente, le foglie vengono utilizzate per i piatti salati, dove possono lasciare spazio alla complessità dei piatti, mentre i fiori diventano protagonisti di golosi dolci. In questo secondo caso però esiste un trucco che può essere impiegato per stemperare il forte profumo della lavanda: basta lasciare le infiorescenze nel latte tiepido per qualche minuto, il risultato saranno fiori più delicati e il latte, una volta passato al colino, potrà essere utilizzato per l’impasto.

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Qualche curiosa ricetta

Partiamo da uno dei piatti più conosciuti quando si parla di lavanda in cucina: il risotto. Il risotto alla lavanda è un piatto davvero sorprendente e esistono due scuole di pensiero sulla sua preparazione. Alcuni decidono di preparare il brodo con il quale verrà cotto il riso aggiungendo due spighe di fiori di lavanda ai classici ingredienti, per poi proseguire nella preparazione con gli stessi passaggi. In un altro caso invece viene preparato un trito di foglie (niente fiori in questo caso) di lavanda da unire al soffritto di burro, scalogno, rosmarino e panna. Si aggiunge a questo punto il riso, si fa sfumare con del vino bianco e si prosegue la cottura col classico brodo di verdura.

Qualcuno ha addirittura provato ad accostare i fiori di questa duttile aromatica allo stinco di maiale o di agnello, anche se trovare una ricetta di cui fidarsi non è semplice. Nei dolci l’impiego è più semplice, una volta individuato l’accostamento giusto infatti basta impiegare qualche fiore per aromatizzare l’impasto e il gioco è fatto. Ultimo ma non ultimo, questi fiori trovano un discreto impiego negli infusi e nei thè, da tenere presente nelle fredde serate invernali.

Interessanti proprietà

Interessanti proprietà

Nel settore cosmetico e erboristico la lavanda è ampiamente impiegata, il suo olio essenziale in particolare è largamente impiegato nel trattamento delle scottature e infiammazioni della pelle. Il consiglio in questo caso è diluire qualche goccia in un altro olio vegetale, come quello d’oliva, e poi sfregare la zona di pelle interessata. Secondo alcune fonti sarebbe molto efficace nel trattamento dei mal di testa dovuti allo stress e alla tensione, mentre potrebbe essere utile anche nel trattamento del raffreddore con acqua bollente e bicarbonato, una semplice aggiunta per i classici suffumigi. Infine alcuni la consigliano anche per le sue proprietà calmanti e rilassanti.

Insomma, la lavanda si presta veramente a tanti ruoli differenti, ma il suo impiego in cucina sicuramente è il campo fino ad oggi meno esplorato. Voi come la utilizzereste in cucina?

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