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Differenza tra olio filtrato e olio non filtrato

Esistono più di una differenza tra olio filtrato e olio non filtrato e risultano meno intuitive di quanto si possa immaginare. È bene anticipare che la qualità del prodotto c’entra poco.

Se non conoscete la differenza tra olio filtrato e olio non filtrato è consigliabile impararla, specialmente per fare un acquisto più consapevole e per ragioni legate alla conservazione. Prima di chiarirla bisogna sapere che la prima fase del processo di produzione dell’olio, come noto, prevede la spremitura delle olive tramite il frantoio. Da questa fase iniziale si ricava una prima «pasta di olive» chiamata sansa.

Olio filtrato

olio filtrato

L’olio filtrato ha un aspetto limpido e si ottiene, appunto, dal filtraggio della «sansa». Ossia, dall’eliminazione della componente di acqua e di frammenti di oliva dalla parte oleosa. Il processo viene attuato avvalendosi di un apposito filtro a cartone, il quale permette una lavorazione rapida ed efficace. Il risultato sarà un prodotto meglio conservabile e più stabile, meno sensibile ai cambiamenti fisici dell’ambiente in cui viene riposto. Inoltre, il processo non va ad inficiare la qualità dell’olio, mantenendone inalterate le proprietà nutrizionali e organolettiche

Olio non filtrato

olio non filtrato

L’olio non filtrato, invece, come suggerisce il nome stesso, non subisce quel tipo di trattamento, mantenendo intatta la miscela di olio, acqua e frammenti di oliva. Il suo aspetto è più grezzo e torbido, grazie alle particelle in sospensione, le quali conferiscono inoltre una nota aromatica più spiccata al prodotto. Di contro, invece, la conservabilità e la stabilità del prodotto, ridotta rispetto alla controparte filtrata. La componente solida, del prodotto sono infatti le principali responsabili di un decadimento accelerato dell’olio, infatti, deperendo, si trasforma in «morchia», a causa anche della componente acquosa che accelera il processo di ossidazione dei frammenti vegetali. Per questa ragione però, acquistare olio non filtrato è garanzia di freschezza. Quindi risulta consigliabile comprarlo tra ottobre e novembre, fresco di spremitura, per poi consumarlo fresco. Se si decide, invece, di conservarlo conviene, in primavera, eliminarne la «morchia» depositata, prima che va a male.

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