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Dieta mediterranea: la sua versione green potrebbe essere ancora più salutare

Uno studio ha dimostrato che la sostituzione parziale delle proteine animali (la carne) con proteine vegetali può avere effetti importanti sull’organismo

Se la dieta mediterranea fa bene alla salute (ma anche all’ambiente), la sua versione più green potrebbe portare vantaggi ancora più importanti al nostro organismo. Lo sostiene un recente studio, pubblicato sul giornale Heart, che ha dimostrato il valore delle fonti di proteine vegetali come sostitute delle fonti animali. I risultati hanno infatti mostrato miglioramenti a livello cardiovascolare e metabolico in chi ha parzialmente rimpiazzato carni bianche e rosse con un’alternativa vegetale.

Dieta mediterranea green

La dieta mediterranea

La dieta mediterranea è molto di più di un elenco di alimenti. È uno stile di vita, soprattutto per noi italiani che ne siamo ambasciatori nel mondo. Prevede il consumo di tante verdure e un po’ di frutta e cereali (preferibilmente integrali). Poi, salendo lungo la piramide alimentare, troviamo latte e i derivati a basso contenuto di grassi, olio extravergine di oliva più aglio, cipolla, spezie ed erbe aromatiche (condimenti da preferire al sale). Più in alto ancora, tra gli ingredienti da consumare in modo più saltuario, ci sono quelli che forniscono prevalentemente proteine: il pesce, i legumi, i formaggi e la carne bianca (pollo, tacchino, ecc.). Infine, al vertice della piramide, oltre ai dolci, troviamo le carni rosse, che dovrebbero essere mangiate ancora più raramente (una volta alla settimana).


Lo studio

Lo studio ha messo a confronto tre gruppi di persone diverse (294, sedentari, con obesità moderata) a cui sono state assegnate altrettanti tipi di dieta. Il primo gruppo è stato invitato ad aumentare l’attività fisica e a seguire una generica dieta salutare. Al secondo è stata indicata la classica dieta mediterranea, ma a basso apporto calorico (pochi carboidrati, molta verdura, pollo e pesce al posto della carne rossa), sempre mantenendo uno stile di vita attivo. Al terzo è stata assegnata la dieta green o Green Med: oltre alle istruzioni date ai gruppi precedenti, i soggetti di questo gruppo hanno integrato il tè verde (3-4 tazze al giorno), noci (28 grammi), ma soprattutto 100 grammi di cubetti congelati di Wolffia globosa (o Mankai), una specie ad alto contenuto proteico della lenticchia d’acqua, per la produzione di un frullato che andasse a sostituire in parte le proteine animali.

I risultati

Al termine dei sei mesi del programma, i dati hanno dimostrato che la Green Med ha effetti positivi sull’organismo superiori alle altre diete. Se tutti i partecipanti hanno perso peso, quelli che hanno integrato le proteine vegetali ne hanno smaltito di più: 6,2 kg contro i 5,4 del secondo gruppo e gli 1,5 del primo. Stessa tendenza per la riduzione del girovita, con una perdita di 8,6 cm per le persone del terzo gruppo contro i 6,8 del secondo e i 4.3 del terzo.

Le persone che hanno seguito la Green Med hanno fatto la registrare anche il più alto calo di colesterolo cattivo – LDL (4%), seguiti dall’1 percento del secondo gruppo e da una percentuale ancora più bassa per il primo. È stato notato anche un aumento nel rapporto tra HDL (colesterolo buono) e LDL.

Infine, la dieta mediterranea ha portato al secondo e terzo gruppo anche altri benefici come una decrescita della pressione minima, un maggiore resistenza insulinica e un aumento della proteina C-reattiva, un importante indicatore (negli esami del sangue) di infiammazioni in corso, come nel caso dell’arteriosclerosi (causata da colesterolo cattivo).

Il parere dei ricercatori

I risultati confermano quindi l’importanza di una nutrizione equilibrata e ben bilanciata. Per gli autori dello studio, queste scoperte indicano che limitare ancora di più il consumo di carne e sostituirla con proteine vegetali potrebbe portare benefici ancora più grandi alla salute cardiometabolica. Inoltre, potrebbe ridurre i rischi cardiovascolari nascosti dietro la tradizionale dieta mediterranea.

REDAZIONE
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