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Dieta crudista: i pareri contrastanti degli esperti

Se pensavate che l'invenzione del fuoco ci avrebbe liberato dai cibi crudi vi state sbagliando: la dieta crudista sta raccogliendo sempre più adepti, ma cosa dicono gli esperti?

Teorici, sostenitori e contrari alla dieta crudista

Una dieta basata sull’assunzione di cibi prettamente crudi fu sviluppata per la prima volta dal medico svizzero Maximilian Bircher-Benner, celebre inventore del muesli, il quale sostenne di essere guarito dall’ittero grazie ad una dieta a base di mele crude. Leslie Kenton, nel suo libro pubblicato nel 1984, dal titolo Raw Energy-Eat Your Way to Radiant Health, fu sostenitore di un’alimentazione che includesse il 75% di cibi crudi, a base di germogli, frutta e verdura, affermando in seguito che questa fosse in grado di prevenire malattie degenerative e rallentare gli effetti dell’invecchiamento.

Nell’ultimo secolo la diffusione di una dieta crudista è da attribuire ai medici naturalisti come H.M. Shelton, Ann Wigmore e Norman Walker. Ad oggi, la popolarità della filosofia raw è legata ad una questione di proprietà anti-age degli alimenti crudi e alla teoria per la quale la dieta umana nasca, migliaia di anni fa, senza l’ausilio del fuoco e della cottura.

Al contrario l’antropologo e primatologo di Harvard Richard Wrangham sottolinea che una dieta a base di carne e vegetali crudi non sia adatta all’apparato digerente dell’Homo erectus: masticare e digerire cibi crudi richiede grandi mascelle e un apparato digerente molto sviluppato, strumenti persi dai nostri antenati dal momento dell’acquisizione di un grande cervello. Ancora, secondo Wrangham, per sviare a questi problemi, la scoperta del fuoco e quindi la cottura hanno aiutato a rendere i cibi più facili da masticare e più digeribili; la cottura infatti esegue un lavoro di scissione dei carboidrati complessi in zuccheri più semplici, facilmente assimilabili, e aiuta a rendere più digeribili le proteine.

In medicina

Nel 1937 il medico svizzero Kouchakoff dimostrò che, con l’assunzione di cibi cotti, aumentava il livello dei globuli bianchi e, successivamente, l’italiano Lusignani scoprì un’ulteriore reazione dell’organismo quale la vasocostrizione, mentre con il consumo di cibi crudi accadeva esattamente il contrario, quindi riduzione dei globuli bianchi e vasodilatazione. Secondo il crudismo queste reazioni da parte dell’organismo umano sono considerate ‘di difesa’, ma numerosi studi sperimentali affermano che l’aumento dei globuli bianchi è una condizione fisiologica post-prandiale.

Dieta crudista: i pareri contrastanti degli esperti

Mangiare carne cruda, pesce e molluschi crudi, come avviene nella dieta crudista onnivora, può provocare gastroenteriti anche gravi e l’assunzione di verdura cruda può causare l’ingestione di microrganismi patogeni come l’Escherichia coli, la Salmonella e lo Staphylococcus Aureus. Per quanto riguarda l’apporto nutrizionale i sostenitori della dieta crudista sostengono che con la cottura si eliminino enzimi contenuti negli alimenti, questa affermazione non trova un’effettiva utilità in quanto questi catalizzatori, una volta arrivati nello stomaco, sono comunque degradati dall’acidità del Ph gastrico.

Fonti: My-personaltrainer – Wikipedia

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REDAZIONE

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