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Dalla carne di cane ai ristoranti vegan, la svolta in Cambogia

Alla scoperta della Cambogia vegan, tra snack e dolci salati e uno speciale ristorante vegan, ex venditore di carne di cane.

La Cambogia, paese asiatico apparentemente non vegan-friendly e noto per l’elevato consumo di carne (tra cui quella di cane) e di insetti, riserva in realtà delle sorprese in questo senso. Un po’ per la presenza degli attivisti animalisti che sta influenzando menù e proposte dei ristoranti locali.

Cambogia vegan

Un po’ per l’ampia varietà di gustosi piatti di street food preparati senza derivati animali, la Cambogia può essere una meta di viaggio stuzzicante anche per coloro che seguono una dieta vegana o vegetariana. Ecco allora alcune delle possibili scelte vegan per scoprire alcune inaspettate delizie della cucina cambogiana, nonché la nuova offerta di ristoranti vegani.

Guida ai ristoranti vegan in Cambogia

La selezione di ristoranti vegani in Cambogia si concentra soprattutto a Phnom Penh, dove ce ne sono ben 26, seguita da Siem Reap, con 15 locali. Nella capitale è possibile trovare non solo ristoranti vegani e vegetariani ma anche negozi con prodotti biologici che includono ottima frutta e verdura, talvolta proveniente dalle fattorie locali. Tanta la varietà dei ristoranti, caratterizzati dai prezzi abbordabili e dall’ampia scelta a disposizione. Si può ad esempio optare per dei noodle, piatti a base di riso o di tofu, zuppe ma anche proposte più veloci quali sandwich e vegan burger o ricette da cucine straniere quali quella giapponese o indiana; insomma, la nuova generazione di vegani e la forte presenza di animalisti attivisti stanno portando una significativa ventata di cambiamenti.

Cambogia vegan ristoranti

Tra i tanti ristoranti vegani, uno su tutti ha attirato anche l’attenzione mediatica internazionale, si tratta del Sabay Vegilicious. Dopo cinque anni di piatti base di carne, inclusa quella di cane, i proprietari sono stati sensibilizzati e aiutati dall’associazione animalista Animal Hope and Wellness Foundation e da quest’anno sono passati a un menù esclusivamente vegan. Sebbene il ristorante sia ora soprattutto meta di turisti ha comunque il merito di aver fatto luce sul problema del consumo della carne di cane, dietro al quale c’è un commercio non regolamentato e spietato. La mancanza di regolamentazione nell’industria della carne include, infatti, anche la mancanza di controllo della qualità della fornitura, con relativi rischi per la salute, e della provenienza, che spesso riguarda cani randagi o venduti per pochi soldi.

Spuntini e dolcetti vegan nelle strade della Cambogia

Dai ristoranti passiamo ora allo street food, risorsa sorprendentemente ricca per viaggiatori e abitanti locali vegani o vegetariani. Schivando alcune delle tante specialità tradizionali a base di pesce, carne e uova, tra cui gli spiedini di carne di maiale o l’amok fatto con pesce al vapore speziato, è possibile trovare anche degli snack salati o dei deliziosi dessert 100% vegan. Tra le proposte salate più interessanti ci sono le noccioline e le patate dolci al vapore, i panini fritti fatti con pasta di farina di riso ed erba cipollina (nom ga chai), e una ricetta a base di riso, fagioli neri e cocco serviti in un bastoncino di bambù (krolan).

Cambogia vegan snack

Sul versante dei dolci, invece, tante sono le ciambelle e le tortine a base di farina di riso e banane. Tra le ricette più invitanti i leggeri gnocchi di farina di riso bolliti ripieni di zucchero di canna candito (nom pla-aye), i soffici nom groy fritti fatti con pasta di farina di riso e pasta di fagioli gialli dolci e infine i singolari nom gkow realizzati con una crema pasticcera a base di latte di cocco, farina di riso e zucchero, il tutto servito in una foglia di banano e accompagnato da jackfruit.

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Nomade digitale, docente di social media marketing e scrittrice, appassionata di viaggi, arte, tecnologia e alimentazione vegetariana e vegana. In cucina ama prendere spunto dalle sue passioni, aggiungendo ingredienti naturali e un pizzico di creatività.