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Crisi climatica: film e serie tv non ne parlano

Solo il 2.8% di film e serie tv si avvicina in qualche modo all’argomento crisi climatica e le sceneggiature che nominano l’emergenza sono anche meno.

Film e serie tv dipingono un mondo in cui la crisi climatica non esiste. A mostrarlo ci ha pensato un’indagine condotta dal Media Impact Lab dell’Università della California del Sud. I ricercatori hanno mostrato un limite ben preciso, conducendo un lavoro di analisi sistematico. Le eccezioni fortunatamente non mancano e ora un cambio di rotta appare più che mai necessario.

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Foto: cottonbro @Pexels

Lo studio

A mostrare che la crisi climatica è pressoché assente dalla trama di film e serie tv ci ha pensato un recente studio. I ricercatori hanno condotto la propria analisi concentrandosi su 36 parole chiave connesse all’emergenza fra cui rientravano “crisi climatica”, “deforestazione”, “innalzamento del livello dei mari”, “riscaldamento globale” ed “energie rinnovabili”. Hanno, poi, esaminato 37.453 sceneggiature di film ed episodi di serie tv americani andati in onda tra il 2016 e il 2020. I risultati sono apparsi tristemente esplicativi. I termini target comparivano, infatti, solo nel 2.8% del materiale preso in considerazione. A nominare direttamente il cambiamento climatico era, poi, solo lo 0.56% dei contenuti.

Film, serie tv e crisi climatica

Per i creatori di film e serie tv l’argomento crisi climatica appare quasi un tabù. Victor Quinaz, autore di titoli di successo fra cui Big Mounth e Glow ha dichiarato che oggi proporre un soggetto apertamente sulla crisi climatica costituisce ancora un passo falso. Egli ha, dunque, sottolineato che i creativi devono essere “più sottili”. Parlare di emergenza climatica è apparso, finora, più semplice nei contenuti catastrofici. A essere complicato è l’inserimento nel quotidiano, in cui si mischino approcci e generi diversi. Un simile salto potrebbe favorire un cambio di mentalità tra il pubblico e un rafforzamento della consapevolezza. Molte persone cominciano, poi, a chiedersi perché un simile tema sia tenuto al di fuori degli schermi con disappunto e insoddisfazione.

Il mondo sta cambiando

La crisi climatica non potrà rimanere a lungo esclusa da film e serie tv. Good Energy, gruppo di consulenza non a scopo di lucro, mira a rendere l’argomento parte del 50% dei contenuti entro il 2027. La rivoluzione è già iniziata. Don’t Look Up, con il suo record di visioni in una settimana, ne offre un esempio. Gli approcci originali non sono mancati nemmeno nelle serie tv. In un episodio di Grey’s Anatomy, sono state affrontate le conseguenze di una cappa di calore. Tra le serie in onda su Disney + ad affrontare la questione ci hanno pensato Abbott Elementary e Reservation Dog. Ora si attende, invece, l’uscita di Extrapolations, su Apple Tv. Un cast stellare che comprende Meryl Streep, Marion Cotillard ed  Edward Norton mostrerà come i mutamenti nel pianeta influenzano le vite dei singoli e la collettività.

Vedere che la crisi climatica resta ai margini nella scrittura di serie tv e film fa riflettere. Lo studio, che analizza solo contenuti americani e che considera solo delle parole chiave presenta dei limiti. La tendenza appare, però, innegabile. Secondo un recente report condotto su 17 Paesi economicamente avanzati il 72% delle persone è convinto che il riscaldamento globale le danneggerà direttamente e ciò non può essere trascurato.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.