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Cosa sono i frutti antichi

I frutti antichi si considerano cultivar minori ma sono invece inestimabile patrimonio di cultura e biodiversità: ecco cosa sono.

Per frutti antichi si intendono tutte quelle varietà di frutta un tempo diffuse e commercializzate e oggi abbandonate in favore di cultivar selezionate. In un certo senso si potrebbe dire che sono le madri delle migliori varietà oggi conosciute e al contempo ponti e custodi della tradizione, della cultura e dell’inestimabile biodiversità dei nostri territori.

Ci sono frutti antichi che hanno veramente scavalcato i secoli e i millenni. La mela Annurca, giusto per fare un esempio, si conosce da oltre 2.000 anni ed era già molto apprezzata all’epoca dei romani. E così per tante altre varietà del frutto primordiale. Non tutte, però, non hanno conosciuto la stessa fortuna dell’Annurca e nel tempo molte varietà si sono perse o hanno rischiato di perdersi.

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Foto: Elena Mozhvilo @Unsplash

Cosa si intende per frutti antichi

Sono frutti antichi tutte quelle varietà di mele, pere, albicocche, pesche, ciliegie e altri che un tempo venivano consumate e commercializzate abitualmente e che oggi, invece, a mala pena si conoscono. Erroneamente si tende infatti a considerare i frutti antichi come frutti minori. Sono invece quanto di più prezioso ci è offerto per il recupero di una frutticoltura sana e sostenibile.

Questi frutti infatti hanno dato rese per decenni, secoli e millenni, conservando codici genetici robustissimi. Hanno sapori e profumi particolari, oggi dimenticati, e sono più sani e forti, risultato di una selezione genetica avvenuta spontaneamente del corso della storia.

Per lo stesso motivo queste varietà sono anche più resistenti ai patogeni, alle malattie e non hanno bisogno di alcun trattamento chimico o quasi, dimostrandosi particolarmente prestanti e conformi alle esigenze di una produzione biologica.

Perché i frutti antichi sono stati dimenticati

Come qualsiasi altro bene, anche la frutta e la sua produzione massiva devono rispondere alle regole di mercato. I consumatori “scelgono con gli occhi” preferendo sui banchi la frutta più bella, quella lucente, senza ammaccature, di forme convenzionali preferibilmente. Così il settore produttivo ha iniziato a industrializzarsi selezionando, standardizzando, ricorrendo spesso a fitofarmaci e prodotti chimici per aumentare le rese.

La coltivazione dei frutti antichi, al contrario, esige pazienza nel rispetto del naturale sviluppo delle colture, produce frutti esteticamente meno belli, anche se più nutrienti, e quasi non prevede l’utilizzo di fitofarmaci e prodotti chimici.

La conservazione dei frutti antichi

I frutti antichi non sono solo prodotti di ottima qualità e patrimonio di biodiversità, sono anche bagaglio di cultura, usi e tradizioni antiche che hanno accompagnato l’evoluzione dell’uomo stesso. A custodirli e sostenerli, per fortuna, c’è il lavoro e l’impegno di vivaisti ed esperti dall’animo green dediti al recupero e alla conservazione di questi preziosi cibi tutti da riscoprire.

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Giornalista pubblicista, in continua formazione per attitudine, mi piace scrivere di tematiche ambientali, sostenibilità e innovazione. Attenta al presente, curiosa per il futuro, sono un’ottimista, convinta che l’unica cosa che ci renda migliori sia la volontà di migliorarsi.