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Il consumo di carne minaccia le barriere coralline. La causa? I nostri escrementi

La nostra alimentazione, a base di carne, è un pericolo per le barriere coralline e la minaccia più grande è per assurdo costituita dai nostri escrementi.

Gli escrementi di chi mangia carne minacciano le barriere coralline. A svelarlo è stato uno studio pubblicato in Plos One. Il lavoro appare innovativo e ha mostrato risultati allarmanti. La quantità di sostanze dannose che le acque di scarico introducono negli oceani è, infatti, altissima e alcune zone sono più a rischio di altre. Ora intervenire è d’obbligo, ma la strada è in ripida salita.

carne barriere coralline
Foto: Pixabay

Lo studio su carne e barriere coralline

La relazione tra consumo di carne e salute delle barriere coralline ci si svela oggi sotto una luce completamente nuova. Siamo, infatti, abituati a concentrarci sull’impatto che sugli oceani hanno i fertilizzanti agricoli lì sversati e, quindi, i rifiuti degli allevamenti intensivi a essi connessi. Ora sappiamo, però, che la nostra alimentazione ha anche altre conseguenze, collegate alle nostre toilette. Un team dell’Università di Santa Barbara ha infatti, fornito un quadro chiaro di come le acque reflue immettano in mari e oceani sostanze nocive e ha tracciato una mappa globale. Nell’analisi sono stati inclusi circa 135.000 bacini idrografici e sono state valutate sia acque trattate sia non depurate.

Carne, barriere coralline ed escrementi

Pensare che i nostri “bisognini” da mangiatori di carne siano una minaccia per le barriere coralline appare strano, ma la scienza è stata chiara. Nel 2015 le acque reflue hanno introdotto negli ecosistemi costieri 6.2 milioni di tonnellate di azoto, equivalenti al 40% di quello attribuibile all’agricoltura. L’azoto favorisce la proliferazione di alghe tossiche che per le barriere coralline può essere fatale. 25 dei bacini idrografici analizzati sono risultati la causa di metà delle infiltrazioni. I Paesi responsabili dei maggiori rilasci sono stati India, Corea del Sud, Cina e USA e il Fiume Azzurro è stato individuato come la fonte dell’11% delle immissioni totali. Le alghe tossiche sono, comunque, già molto diffuse e la preoccupazione è alta.

Intervenire

Mitigare l’impatto della nostra alimentazione a base di carne sulle barriere coralline è una priorità. Il primo campo d’intervento è rappresentato dai sistemi di trattamento delle acque reflue. Una modifica di tali infrastrutture richiede però ingenti investimenti governativi e in diverse parti del mondo ciò è complicato o persino impossibile. Cascade Tuholske, autore leader dello studio ha poi spiegato che ora è importante diffondere consapevolezza e che ogni ricerca è dunque fondamentale. L’obiettivo non è, certo, obbligare i consumatori a scelte drastiche, ma renderli coscienti che le diete a base di proteine animali hanno potenzialmente un peso enorme per l’ambiente.

La nostra passione per le bistecche rappresenta un problema per il pianeta. Emissioni e degrado degli habitat sono fattori difficili da ignorare. Aggiungere alle nostre analisi di coscienza anche l’impatto che la carne ha sulle barriere coralline è un duro colpo. Dato che la toilette non è esattamente un luogo della casa che possiamo evitare, agire alla fonte e intervenire sulle nostre tavole appare l’unica soluzione.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.