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Coltivare biologico fa bene anche agli agricoltori

Sembra che coltivare biologico faccia bene anche agli agricoltori, almeno a livello psicologico, grazie al contatto con la natura.

Secondo alcuni studi coltivare biologico fa bene anche agli agricoltori, almeno da un punto di vista di salute mentale: da anni attivisti come Vandanah Shiva e Helena Norberg Hodge parlano dell’impatto psicologico negativo della meccanizzazione dell’agricoltura, e l’approccio più naturale del bio potrebbe essere la soluzione per diminuire i livelli di stress di chi si guadagna da vivere nei campi.

Coltivare biologico fa bene anche agli agricoltori

Coltivare biologico diminuisce lo stress

A condurre una sorta di piccolo studio, su un campione indubbiamente ridotto, è stata Marina O’Connell, esperta di permacultura e biodinamica, di base in Inghilterra. Tra le altre cose ha concluso che coltivare biologico fa bene e diminuisce lo stress e, più in generale, fa bene agli agricoltori. Ma per capire esattamente il motivo di questa osservazione va approfondito maggiormente il contesto.

Quello che mette in difficoltà gli agricoltori, normalmente, sono le loro peculiari condizioni di lavoro: secondo la O’Connell vivere in un contesto rurale e isolato, lavorando molte ore al giorno, guadagnando una paga relativamente bassa e senza controllo delle condizioni lavorative o ambientali può essere molto pesante per un agricoltore.

Nella sua esperienza coltivare biologico fa bene, creando un contesto sostanzialmente diverso rispetto a quello presente nei campi convenzionali: le comunità sono più ampie e meno isolate, c’è un maggior contatto con la natura, favorito dalla biodiversità, e le fonti di preoccupazione dei contadini sono relativamente ridotte. Un esempio sostanziale riguardo quest’ultimo punto è l’aspetto di frutta e verdura: se per un agricoltore convenzionale un frutto non perfetto è da buttare, per un contadino biologico il problema è molto meno grave.

Il perché coltivare biologico fa bene anche agli agricoltori è ancora più chiaro quando si pensa a come vengono organizzati i raccolti: nei campi coltivati in maniera estensiva i contadini possono passare ore chiusi nella cabina di un veicolo, completamente soli, e questa può essere un’esperienza snervante. Gli agricoltori bio invece tendono a dover lavorare su appezzamenti di terreno molto più contenuti, e lavorando senza costosi macchinari sono spinti a condividere le operazioni con altri colleghi.

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