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Cicale negli USA: l’invasione potrebbe favorire l’ambiente

L’imminente invasione di cicale negli USA preoccupa molti. Gli esperti affermano che non c’è nulla da temere e la attendono con grande entusiasmo.

Le cicale negli USA sono protagoniste di eventi assolutamente unici, che causano reazioni contrastanti. Questi insetti, infatti, invadono periodicamente parte del Paese e ora il momento del loro ritorno è alle porte. Molti non sono ansiosi di trovarsi di fronte a questo exploit, ma la comunità scientifica è di tutt’altro avviso. Le cicale rappresentano una risorsa straordinaria e comprenderlo è di vitale importanza.

Cicale negli USA

Le cicale negli USA:

Recentemente le cicale negli USA sono state al centro dei pensieri di molti. Dall’Indiana a New York, miliardi di questi insetti stanno salendo in superficie, pronti a dar vita alla cosiddetta Brood X. Sulla Terra vivono 3000 specie di cicale, ma quelle periodiche sono solo 7 e abitano esclusivamente il Nord America. Restano nascoste nel terreno tra i 13 e i 17 anni, per poi emergere in massa e vivere da adulte 4 o 5 settimane. Perché questo possa avvenire il terreno deve raggiungere una temperatura di almeno 18 °C, ma la natura della periodicità è ancora sconosciuta.

Le straordinarie invasioni:

Le invasioni di cicale negli USA dovrebbero, secondo gli scienziati, suscitare meraviglia. Durante tali eventi in un singolo acro di foresta possono emergere 1.5 milioni di cicale. Secondo uno studio la biomassa di questi insetti in una data area supera quella della massima quantità di bestiame che la stessa zona potrebbe ospitare. Elizabeth Barnes, entomologa, ha poi spiegato che le invasioni muovono nutrienti, aerano il suolo e alleviano la pressione predatoria su altre specie. Richard Karban dell’Università della California ha specificato che le cicale, a differenza degli altri insetti non nocivi, forti del loro numero, non sfuggono ai predatori. Il loro periodico emergere testimonia poi che l’ecosistema funziona correttamente.

Reazioni contrastanti alle invasioni:

L’invasione delle cicale negli USA sta suscitando diverse reazioni. Molti si dicono disgustati e spaventati e temono che il rumore si riveli presto insopportabile. I fraintendimenti sono iniziati nel lontano 1634 quando, alla prima invasione, le cicale vennero scambiate per delle locuste. Jeffrey Lockwood, entomologo, ha spiegato che in realtà dovremmo provare imbarazzo e meraviglia. Ci ricordano, infatti, che l’uomo non è l’unico animale vivente e che condividere la nostra vita con la natura è un dovere. Esiste, poi, un problema di educazione. Molti temono gli insetti perché non li conoscono e fare in modo che la popolazione si avvicini a essi dovrebbe essere una priorità.

Le invasioni di cicale negli USA hanno ormai i tratti di eventi straordinariamente anacronistici. Esse ci riportano a un tempo in cui la convivenza con altri animali era la consuetudine e, anzi, la grande intrusa era proprio l’umanità. In un mondo in cui l’uomo ha l’illusione di poter disporre della natura a proprio piacimento, forse il frinire delle cicale ci apparirà un po’ più melodioso.

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