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Cibo: un quinto delle emissioni è connesso al trasporto

L’impatto ambientale del cibo che mangiamo è altissimo e uno studio ha rivelato che molte delle emissioni della filiera sono attribuibili al trasporto.

Il sistema alimentare ha sull’ambiente un impatto notevole e a pesare in termini di emissioni è il settore connesso al trasporto del cibo. A ribadirlo ci ha pensato uno studio pubblicato in Nature Food, che ha mostrato quanto fino a oggi la questione sia stata sottovalutata. Le responsabilità sono ripartite in modo asimmetrico e il tempo per cambiare il proprio stile di vita in funzione del pianeta scarseggia.

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Foto: Get Lost Mike @Pexels

Cibo, emissioni e trasporto

Mangiare è per noi un piacere, oltre che una necessità, ma, purtroppo, lo stesso non vale per il pianeta. Alla filiera alimentare è attribuibile, infatti, circa il 30% delle emissioni di gas serra prodotte a livello globale. Considerando che un settore inquinante come l’aviazione è responsabile dell’1% del totale, il numero si rivela in tutta la sua drammatica importanza. Oggi si tende a concentrarsi sull’impatto della fase di produzione, ma un nuovo studio ha cambiato le prospettive. Alcuni ricercatori dell’Università di Sidney hanno, infatti, riflettuto sul ruolo del trasporto. Hanno così indagato sulle emissioni collegate a tale attività di 37 diversi settori in 74 Paesi, valutando sia i movimenti verso l’estero, sia quelli interni.

I risultati

Il nuovo lavoro ha mostrato che le emissioni attribuibili al trasporto del cibo sono molte di più di quanto si pensasse in precedenza. Esso è, infatti, responsabile dell’introduzione in atmosfera di 3 Gt di gas serra ogni anno. Ciò equivale al 19% delle emissioni totali del settore, quasi un quinto, corrispondenti al 6% di quelle globali. Cina, USA, India e Russia sono in cima alla lista dei Paesi inquinanti. Nazioni come USA, Germania, Francia e Giappone, poi, che insieme raccolgono il 12.5% della popolazione mondiale, contribuiscono al 49% delle emissioni. Trasportare frutta e verdura, che necessitano di celle refrigerate, determina i maggiori costi ambientali. I movimenti internazionali generano 1.7 Gt di CO2 all’anno, mentre quelli interni ne producono 1.3 Gt.

Il km 0

Agire perché le emissioni connesse al trasporto del cibo diminuiscano è fondamentale. Oggi ci siamo assuefatti alla possibilità di avere sulle nostre tavole prodotti provenienti da ogni dove, in qualsiasi stagione dell’anno. Dal fatto che in settori come terziario e industria al trasporto siano attribuibili solo il 7% delle emissioni totali, appare evidente che la situazione sia sfuggita di mano. Metà dei gas serra prodotti dai veicoli su strada è, così, collegata allo spostamento di alimenti. Se tutti tornassero a mangiare prodotti locali e di stagione, dunque, verrebbero generati 0.38 Gt di CO2 in meno, equivalenti alle emissioni che si produrrebbero trasportando un carico da una tonnellata dalla Terra al Sole per 6.000 volte.

I dati sulle emissioni attribuibili al trasporto di cibo devono far pensare. La globalizzazione ci porta a considerare anche i luoghi più remoti del mondo come interconnessi. Spesso ricordiamo questa verità solo per i nostri scopi e ci dimentichiamo delle altre implicazioni. Forse la prossima volta che ci farà gola un avocado o che vorremo mangiare delle ciliegie in inverno, potremmo persino sentire il desiderio svanire.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.