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Che differenza c’è tra pizza fritta e Montanara?

Che differenza c’è tra pizza fritta e Montanara?

Pizza fritta e Montanara hanno conquistato i palati di molti e capire che differenza c’è tra le due può aiutare a non fare confusione

Pizza fritta e Montanara sono due specialità della cucina napoletana ormai amate in tutto il mondo, ma capire la differenza tra di esse non è immediato. I due street food hanno, infatti, molto in comune, ma origine, modalità di preparazione e farcitura sono gli elementi chiave per non fare confusione.

differenza pizza fritta Montanara
Foto: Luca Sartoni @Wikimedia

Pizza fritta

Per capire la differenza tra pizza fritta e Montanara comprendere le caratteristiche della prima è utile. L’invenzione di questa golosa pietanza risale alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Allora la pizza tradizionale era diventata un alimento di lusso, dato che molti non potevano permettersi un forno a legna, ma la popolazione era affamata. La ricerca di una soluzione economica e di facile preparazione ha portato alla nascita della pizza fritta, che veniva venduta per le strade da donne e commercianti che cercavano di racimolare qualche soldo.

L’impasto veniva riempito con ricotta e cigoli, residui di lavorazione della sugna, e poi fritto nella sugna stessa. Nelle versioni più moderne il formaggio di punta è la mozzarella e non può mancare il pomodoro. La frittura avviene, poi, in olio e ai cigoli si sono sostituiti i più vari ingredienti.

Montanara

Comprendere la differenza tra pizza fritta e Montanara diventa più semplice se ci si sofferma sulle peculiarità della seconda pietanza. Questa, forse meno celebre, ha, in realtà, origini più antiche. Essa sarebbe stata portata a Napoli da forestieri e risulterebbe già citata in un testo di Antonio Valeriani, risalente al 1600. Qui veniva definita una ricetta tipicamente domenicale. Il nome Montanara deriverebbe, poi, dal fatto che questa veniva consumata abitualmente dai contadini provenienti dagli Appennini, che si recavano in città in cerca di lavoro. La preparazione prevede che l’impasto venga fritto in abbondante olio o burro, anche se al tempo si utilizzava lo strutto, e poi condito con salsa di pomodoro, formaggio e basilico.

Differenza tra pizza fritta e Montanara

Tra pizza fritta e Montanara esiste, insomma, più di una differenza. Per quanto l’impasto sia in entrambi i casi realizzato con farina, lievito e acqua, e preveda la classica stesura a mano, i successivi passaggi della preparazione sono ben distinti. Nel primo caso allora, la base viene farcita, arrotolata su stessa e poi fatta friggere in olio a temperatura non superiore ai 185 °C.

La Montanara viene, invece, condita solo a cottura ultimata e la frittura avviene a temperature superiori, che possono raggiungere i 190 °C. La pizza fritta si presenta, dunque, come una sorta di piccolo calzone ripieno, mentre la seconda specialità è vuota e di forma tonda, condita all’esterno.

Una volta compresa la differenza tra pizza fritta e Montanara evitare di fare confusione tra le due diventerà quasi automatico. Dalle strade di Napoli le due specialità hanno perso il titolo di cibi poveri e sono ormai diventate protagoniste dei menu nei ristoranti stellati. La scelta su quale preferire resta un dilemma da consegnare all’assaggio.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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