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Carboidrati nella dieta: sapete riconoscere quelli buoni e quelli cattivi?

Sono tornati a comparire nelle diete i carboidrati, spesso accusati dei peggiori effetti sulla salute, forse non fanno così male. Anzi, più correttamente si cominciano a distinguere carboidrati buoni e cattivi.

I carboidrati sono tornati nella dieta di tutti i giorni, lo dicono diversi nutrizionisti, ma c’è da valutare tra quelli buoni e quelli cattivi. Abbiamo scritto non molto tempo fa un articolo sulla differenza tra zuccheri e carboidrati, descrivendo questi ultimi come delle molecole molto complesse. Esiste un’ulteriore distinzione però, che vede questi composti divisi in due categorie a seconda dell’impatto sull’organismo.

I carboidrati cattivi

Gli zuccheri semplici, estremamente raffinati, spesso vengono considerati i peggiori da assumere: i prodotti contenenti tra gli ingredienti lo sciroppo di glucosio-fruttosio, per esempio, andrebbero assolutamente evitati. Per lo stesso motivo pane, pasta e riso andrebbero scelti integrali, in modo che non siano troppo ricchi di carboidrati semplici, troppo facilmente assimilabili dall’organismo.

carboidrati nella dieta cattivi
Foto di dolgachov

Anche le patate, da questo punto di vista, rientrano nella categoria di prodotti di cui limitare il consumo: la quantità di amido che contengono può essere deleteria per una dieta povera di zuccheri. Tutte queste indicazioni valgono in particolar modo per la mattina, quando l’organismo ha bisogno della quantità maggiore di energie per iniziare la giornata.

I carboidrati buoni

Sono considerati buoni quelli presenti, in generale, all’interno di frutta e verdura, legumi, semi, frutta secca e cereali integrali. In questo caso capita che nella maggior parte dei casi buono riferito ai carboidrati si traduca con complesso: gli zuccheri vengono bruciati su due piedi dall’organismo per produrre energia, ma quelli complessi richiedono più tempo. In questo modo il rilascio di energia è più omogeneo, salutare e meno calorico.

Carboidrati buoni nella dieta

Tra i migliori in questa categoria troviamo i carboidrati presenti in mandorle e noci, semi di chia, girasole e zucca ma anche fagioli e ceci. Tutti questi hanno zuccheri complessi che verranno spacchettati del nostro organismo fino a diventare prezioso glucosio per alimentare le cellule del corpo.

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.

Fonti: pritikin.com

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