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Il caffè espresso italiano è candidato Patrimonio UNESCO

Il caffè espresso italiano è ufficialmente candidato a Patrimonio Unesco, un traguardo importante per la tradizione gastronomica italiana.

Tocca al caffè espresso italiano la candidatura a Patrimonio UNESCO, tecnicamente considerato Espresso Italiano Tradizionale. Potrebbe essere il prossimo Patrimonio Immateriale dell’Umanità, una proposta ufficializzata il 2 dicembre del 2019 portata avanti dal Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale. Capire il perché di questa candidatura non è difficile: il rito dell’espresso fa parte della vita quotidiana di ciascuno di noi, quasi quanto la pizza.

Il caffè espresso italiano è candito Patrimonio Unesco

Il caffè espresso da tradizione italiana a Patrimonio UNESCO

Se il caffè in sé come ingrediente – e pianta – non è tipico della nostra penisola, la storia è diversa se si pensa all’espresso italiano: la canonica macchina per l’espresso che troviamo al bar è un’invenzione italiana, nel dettaglio torinese, grazie alle brillanti idee di Angelo Moriondo, che nel 1884 mise a punto il rivoluzionario strumento. In poco tempo il caffè espresso è diventato un prodotto che poteva essere preparato in serie e di lì a poco cominciò a diffondersi nel resto del mondo.

L’idea di inserire il caffè espresso italiano come Patrimonio UNESCO risale a qualche anno fa, nel 2016, quando è stato ufficialmente scritto il protocollo di candidatura alla commissione nazionale UNESCO. Si è scelto di etichettare il nostro caffè come Espresso Italiano Tradizionale e di inserirlo come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, proprio per rendere omaggio a una tradizione gastronomica italiana che fa parte della vita quotidiana di moltissimi di noi.


Come deve essere il vero Espresso Italiano Tradizionale

A rendere il caffè espresso italiano un Patrimonio UNESCO unico nel suo genere – considerando che il caffè e i suoi derivati sono diffusi in tutto il mondo – è la modalità di consumo, ma forse ancora di più la crema. Quella leggera ma consistente schiuma che si forma sull’espresso appena fatto è una delle peculiarità uniche della nostra bevanda, assieme al rito del consumo «al volo», appunto, che lo differenzia da altri prodotti che vengono consumati, per esempio, durante un pasto.

Secondo il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale la crema dell’espresso deve avere caratteristiche precise: deve rimanere visibile per 120 secondi dopo la preparazione, essere omogenea e avere uno specifico colore nocciolato che garantisca la qualità del caffè.

REDAZIONE
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