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Birra in bottiglie di carta, Carlsberg inizia i test delle sue confezioni green

Birra in bottiglie di carta, Carlsberg inizia i test delle sue confezioni green

Dopo circa 7 anni di studio, l’azienda danese parte con la sperimentazione sul mercato delle sue nuove bottiglie per birra in fibra derivata dal legno

Sorseggiare una birra fresca da una bottiglia di carta ora non è più un’utopia. O almeno non lo sarà per un ristretto numero di consumatori. Carlsblerg, noto produttore mondiale di birra, ha annunciato l’avvio dei test di un nuovo, inedito prototipo di contenitore ecofriendly, alternativo a quello in vetro (materiale che richiede molta più energia per la sua produzione e quindi più inquinamento), per la sua bevanda. Questa sperimentazione avverrà in alcuni Paesi europei e servirà a capire le potenzialità della confezione, nonché la reazione degli amanti della birra.

Birra in bottiglie di carta, Carlsberg inizia i test delle sue confezioni green
Foto: @Carlsberggroup.com/newsroom

La bottiglia di carta di Carlsberg

La prima bottiglia di birra in carta su cui sta puntando Carlsberg è in realtà prodotta con una fibra derivata dal legno. Con questa fibra è stato creato il rivestimento esterno. Per far sì che possa contenere la birra in maniera efficiente e sicura, al suo interno è stata invece inserita una pellicola in PEF (polietilene furanoato), un polimero di derivazione vegetale. La bottiglia risulta al 100 per cento a base biologica, fatta eccezione per il tappo. Per quest’ultima componente, l’azienda danese si è posta l’obiettivo di introdurre un’alternativa in plastica sostenibile entro il 2023.

Dove sarà disponibile la nuova bottiglia

Per il test della bottiglia di carta, Carlsberg metterà in commercio solo 8mila pezzi per il momento. Saranno acquistabili in otto mercati europei: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Regno Unito, Polonia, Germania e Francia. Sfortunatamente, non c'è l'Italia. L’azienda assicura che con il nuovo contenitore la birra avrà lo stesso gusto e sarà frizzante come quella imbottigliata in vetro e manterrà la bevanda fresca più a lungo.

Lo studio del contenitore

L’annuncio del progetto pilota della bottiglia di carta-fibra di legno da parte di Carlsberg arriva dopo anni di studio e lavoro su diversi prototipi. Le prime notizie riguardanti questa novità risalgono al 2019, ma l’azienda è all’opera con i partner che l’hanno affiancata nel progetto già dal 2015. Parliamo di Avantium, realtà specializzata nella chimica rinnovabile che ha sviluppato il rivestimento interno, e di Paboco, che si è invece occupata del “guscio” esterno della bottiglia.

Alcolici nella carta

Carlsberg non è l’unica azienda del settore alcolici che ha iniziato a puntare sulle bottiglie di carta per diminuire l’impatto sull’ambiente della sua attività. Anche Absolut Vodka ha testato negli ultimi anni prototipi simili realizzati sempre in collaborazione con Paboco. Un altro esempio è il marchio scozzese di whisky Johnnie Walker e la sua bottiglia creata con carta proveniente da fonti di legno sostenibili.

Carlsberg è la prima grande azienda nel mondo della birra a intraprendere questo percorso. Gli sforzi per la sostenibilità del marchio sono rivolti anche alla produzione delle sue bevande, per le quale il marchio sostiene di usare solo malto d’orzo derivante da agricoltura biologica e rigenerativa. Tornando sulla bottiglia, ora non resta che attendere le reazioni degli amanti della birra.


MARCO RIZZA
Scopri di più
Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food
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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food
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