Nipah Virus, da cos’è ai sintomi
Il Nipah Virus e i suoi sintomi fanno ciclicamente paura all’uomo. Questa infezione è in grado di fare il salto dal regno animale alla nostra specie e può manifestarsi con quadri clinici di gravità variabile. Nei casi più problematici i pazienti sviluppano difficoltà respiratorie ed encefalite. Il tasso di mortalità arriva a toccare quota 75% quindi l’attenzione è d’obbligo.

Come si trasmette il Nipah Virus?
Prima di guardare ai sintomi che il Nipah Virus può provocare è necessario capire cos’è. Siamo di fronte a un patogeno zoonotico, ovvero a un virus che può essere trasmesso dagli animali all’uomo, dopo lo spillover, il salto di specie. Il virus appartiene alla famiglia delle Pteropodidae, la stessa di morbillo e parotite ed è stato isolato per la prima volta nel 1999 in Malesia.
A fare da serbatoio del patogeno sono i pipistrelli della frutta del genere Pteropus. Il salto di specie avviene tramite il contatto diretto con la saliva o con gli escrementi di questi animali, o attraverso l’assunzione di cibi contaminati. I pipistrelli possono contagiare anche ospiti intermedi, come maiali, cani, gatti e cavalli. Una volta arrivato all’uomo il Nipah virus si trasmette anche da persona a persona, tramite il contatto diretto con fluidi corporei infetti.
Nipah Virus: quali sono i sintomi?
I sintomi del Nipah Virus si presentano con intensità variabile. Il periodo di incubazione dura in genere tra 4 e 14 giorni e non è escluso che i soggetti siano contagiosi durante questo lasso di tempo. La malattia può poi risultare asintomatica o evolvere in modo negativo. All’inizio gli eventuali sintomi sono gli stessi di quelli di un’influenza. Compaiono quindi mal di gola, mal di testa, febbre, stanchezza, mialgia e in alcuni casi vomito.
Nelle situazioni più gravi il quadro precipita e il paziente va incontro a encefalite acuta e convulsioni che possono portare al coma in 24-48 ore. Non è escluso che si presentino anche gravi difficoltà respiratorie determinate da infezioni polmonari. Il tasso di mortalità varia dal 40 al 75%. A influenzare in modo significativo il dato sono la capacità di diagnosi precoce e il livello di sviluppo del sistema sanitario.
Nipah Virus: epidemie e pericoli
Dati i gravi sintomi che il Nipah Virus può portare a sviluppare il patogeno è incluso dall’OMS tra quelli a cui riservare grande attenzione. Prevenzione e contenimento dei focolai rappresentano le migliori strategie di azione. Attenzione è raccomandata soprattutto nel limitare l’esposizione dei prodotti di consumo ai fluidi dei pipistrelli. È altrettanto raccomandata un’igiene accurata a chi lavora a stretto contatto con il bestiame.
Isolare gli animali che si sospetta siano stati colpiti dal virus è cruciale. Per quanto riguarda la trasmissione da persona a persona, i soggetti più a rischio sono quelli che prestano cure dirette ai pazienti. Anche qui tracciamento dei contatti, quarantena e isolamento rappresentano i migliori mezzi, insieme all’attenzione alle norme igieniche. Il personale sanitario e i caregiver dovrebbero poi munirsi di appositi dispositivi di protezione.
Anche se i sintomi del Nipah Virus possono rivelarsi gravi è bene non lasciarsi prendere dal panico. La malattia ha per ora causato l’esplosione di pochi focolai in Asia ma rimane importante diffondere corrette informazioni e consapevolezza. Al momento non sono disponibili vaccini contro il patogeno. La cura è basata sull’impiego di antivirali e sul controllo dei sintomi.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.






