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Beemmunity, ecco gli inventori del "vaccino" per api

Beemmunity, ecco gli inventori del "vaccino" per api

Dagli Stati Uniti una nuova tecnologia può funzionare da vaccino per api, fornendo un antidoto contro i pesticidi per salvare gli utilissimi insetti.

Le api sono un insetto fondamentale per la sopravvivenza di molteplici specie vegetali. Senza di loro il mondo e quello che portiamo in tavola sarebbe completamente diverso. Negli ultimi anni la loro popolazione è in costante declino e, anche se ancora non sono certe esattamente le cause, tra i responsabili è probabile l’utilizzo di pesticidi. Un “vaccino” per api è stato ideato dai ricercatori della Cornell University negli Stati Uniti e potrebbe aiutare gli apicoltori a fornire un rimedio contro i pesticidi mortali per le api. La nuova tecnologia ha ispirato la nascita di una start-up chiamata Beemmunity.

vaccino per api

Perché serve un vaccino per api?

Secondo le stime dei ricercatori della Cornell, almeno 1 alveare su 3 viene perso ogni anno per colpa dell’uso eccessivo di pesticidi. Studi hanno dimostrato come la cera e il polline prodotti nel 98% degli alveari negli Stati Uniti sono contaminati da almeno 6 tipi differenti di pesticidi. Questi elementi non solo talvolta agiscono sulle api uccidendole, ma riducono le loro difese nei confronti di malattie e parassiti come la varroa. Per cercare di limitare il problema i ricercatori americani hanno ideato un particolare vaccino per api in grado di rendere “inerti” una serie di pesticidi noti come organofosfati. Si tratta di una categoria che raggruppa almeno un terzo di tutti i pesticidi sul mercato.

Come funziona l’antidoto ai pesticidi?

La tecnologia è stata presentata in una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Food. I ricercatori hanno ideato una speciale microparticella di dimensioni simile al polline. La particella è ricca di enzimi in grado di legarsi agli insetticidi rendendoli innocui. Una volta ingerita, la particella funziona da vaccino per api grazie ad un involucro protettivo che gli consente di attraversare indenne lo stomaco dell’insetto e venire espulsa dalle normali funzioni biologiche dell’ape.

Le microparticelle possono essere mescolate al polline o ad acqua zuccherata e proprio nell’intestino dell’ape sarebbero in grado di “catturare” i pesticidi come una spugna, prima che diventino nocivi per l’insetto. Dai risultati in laboratorio i ricercatori hanno verificato come il tasso di sopravvivenza delle api trattate in questo modo è del 100% quando esposte all’insetticida malatione. Le api non trattate del gruppo di controllo sono morte nel giro di pochi giorni.

Beemmunity e il futuro della tecnologia

Dall’idea è nata appunto una nuova impresa che punta a sfruttare ed estendere la tecnologia del vaccino per api. La società si chiama Beemmunity con sede nello stato di New York. Questa estate l’azienda punta a condurre test fuori dal laboratorio su circa 240 alveari nel New Jersey. Secondo gli ideatori si tratta di una soluzione applicabile su larga scala e a basso costo. Tra le tecniche possibili una serie di spugne che gli apicoltori possono aggiungere al polline o a soluzioni di acqua zuccherata. Beemmunity prevede di poter rendere disponibile la sua tecnologia al pubblico a partire dal 2022.


REDAZIONE
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Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.

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