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Aspartame: storia, falsi miti e ricerche sul dolcificante

Ritenuto da moltissimi consumatori un pericoloso additivo, l’aspartame è da più di trent’anni al centro di dibattiti e teorie a causa di alcuni – presunti – effetti negativi per il corpo umano.

L’aspartame è una sostanza artificiale a basso tenore calorico utilizzato soprattutto per il suo potere edulcorante, all’incirca duecento volte più dolce del saccarosio, il comune zucchero da tavola. La sua storia però è costellata di falsi miti e di ricerche che, secondo molte persone, hanno dato risultati contrastanti. Nonostante tutto questa polvere bianca è ampiamente impiegata per aromatizzare e potenziare i sapori zuccherosi di numerosi prodotti alimentari. Infatti l’aspartame viene utilizzato in diverse bevande analcoliche, nelle gomme da masticare e nei dolcificanti da tavola.

Aspartame

Spesso indicato con la sigla E951, l’aspartame tuttavia da diversi anni è spesso indicato come una sostanza tossica e nociva per la salute. Nonostante sia uno degli elementi industriali più controllati scientificamente, l’aspartame è spesso sostituito da altri dolcificanti artificiali, come il sucralosio.

Storia dell’aspartame

Scoperto per caso nel 1965 dal chimico James Schlatter, della G. D. Searle and Company, il dolcificante fu approvato poco tempo dopo, nel luglio del 1974, dalla Food and Drug Administration negli Stati Uniti. La concessione venne però revocata per alcuni iniziali studi che dimostrarono danni al cervello: così la FDA revocò l’approvazione, ma nel 1981 diede di nuovo l’«ok» al commercio dell’additivo per l’utilizzo nei cibi solidi.

Aspartame storia

In Europa l’aspartame fu analizzato dal Comitato Scientifico dell’Alimentazione Umana (SCF) nel 1984 e valutato periodicamente fino al 2002. I risultati di quelle ricerche stabilirono, in accordo con i parametri del FAO e della WHO, la dose giornaliera ammissibile (DGA) per l’aspartame: 40 mg/kg di peso corporeo al giorno. Entro la quantità indicata, il dolcificante risultava essere non nocivo per il corpo umano.

Informazione e falsi miti sull’aspartame

Eppure, nonostante i controlli delle autorità competenti, la sostanza zuccherina fu messa ancora in discussione da altri studi scientifici. Infatti l’aspartame, composto da acido aspartico e fenilalanina, durante il processo digestivo viene scomposto in varie sostanze, tra cui il metanolo, che rappresenta il 10% rispetto alla dose ingerita. Per questa ragione sono state sollevate molte perplessità per la sua tossicità; così come sulla possibilità di essere cancerogeno, di causare un’intolleranza al glucosio o di creare la cecità nei soggetti che lo consumano.

Aspartame falsi miti

Alcuni studi sperimentali, effettuati poi dalla Fondazione Europea di Oncologia e scienze ambientali «Bernardino Ramazzini» a partire dagli anni ’90, ipotizzarono per la prima volta un legame causale tra la formaldeide rilasciata dall’aspartame e l’aumento di tumori celebrali. Una ricerca per la quale Report dedicò una puntata dedicata all’aspartame. Ma vi sono altri studi, tra cui quello del 2007 condotto all’Istituto Mario Negri di Milano su dati raccolti in tredici anni su oltre undicimila soggetti, che sostengono come l’aspartame non abbia effetti collaterali se si rispetta la dose giornaliera ammissibile.

Cosa dicono le ultime ricerche

Queste analisi sono state il motivo principale per cui nel 2013 è stata richiesta una nuova valutazione all’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) riguardo alla liberazione di sostanze tossiche da parte dell’aspartame. Identificando la formazione di fenilalanina come il fattore principale per valutare la sicurezza dell’aspartame, la conclusione è che la DGA tutela i consumatori, con l’eccezione delle persone che non debbono consumare aspartame a causa del difetto metabolico noto come fenilchetonuria.

Aspartame ricerche

La bozza dei parere emessa al termine dell’inchiesta, sottolinea, in riferimento al periodo 2009-2011, come l’EFSA «ritiene che la DGA per l’aspartame fissata dallo SCF sia sicura per la popolazione in generale (compresi lattanti, bambini e donne in gravidanza) e che l’esposizione dei consumatori all’aspartame sia al di sotto di tale DGA». Tale soglia per cui l’aspartame diverrebbe nocivo per la salute sarebbe superata, calcolatrice alla mano, se una donna di 60 anni assuma ogni giorno 280 compresse di edulcorante; oppure 300 chewing gum dolcificati con aspartame; o ancora un bambino di 30 chili dovrebbe bere quattro lattine al giorno di bibite contenenti tale additivo. In definitiva, l’aspartame è una sostanza sicura, ma non significa che possiamo mangiarne a quantità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.

TOPIC zucchero
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Studente di Giornalismo, la mia passione è tutto ciò che riguarda il mondo dell’intrattenimento: cinema, fumetti, serie tv, videogiochi. Alla ricerca di cose nuove e stimolanti che possano essere condivise con chi nutre le mie stesse passioni.