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Artico: presto il ghiaccio marino scomparirà del tutto in estate

L’Artico si scalda sempre più rapidamente e secondo un recente report presto in estate la regione rimarrà del tutto priva del ghiaccio marino.

Il riscaldamento globale corre veloce e a farne le spese è anche il ghiaccio artico. Secondo il report State of Cryosphere 2022, infatti, il punto di non ritorno è stato ormai raggiunto. Il pericolo che la regione si trovi entro pochi decenni sguarnita della copertura glaciale marina in estate è, dunque, concreto. Intervenire sulle emissioni rappresenta l’unico mezzo per evitare scenari ancora più drammatici.

ghiaccio artico
Foto: Matheus Bertelli @Pexels

Lo stato del ghiaccio artico

In occasione della COP 27 è stato presentato il rapporto delle Nazioni Unite sullo Stato della Criosfera. A distanza di un anno dall’ultimo documento, il peggioramento appare allarmante. Nel 2021 sulla vetta più alta della Groenlandia ha piovuto per la prima volta, mentre nell’Antartide Occidentale le precipitazioni acquose hanno soppiantato la neve. Entrambi i Poli hanno, poi, vissuto ondate di calore eccezionali, mentre le Alpi hanno perso il 5% dei propri ghiacciai in una sola stagione. In questo contesto l’Artico si scalda quattro volte più velocemente del resto del mondo. Il report avverte che il ghiaccio marino è destinato in estate a scomparire dalla regione, indipendente dagli interventi dell’uomo. Ciò avverrà almeno una volta entro il 2050 e il processo diventerà in breve irreversibile.

Drammatiche conseguenze

La perdita totale del ghiaccio marino nell’Artico durante l’estate genera allarme. La copertura glaciale è in grado, infatti, di riflettere le radiazioni solari. Privo di tale difesa il nero Oceano Artico non potrà, invece, che assorbirle, con conseguenze drammatiche per l’ecosistema. Le acque, più calde, risulteranno anche più acide e ciò metterà in crisi flora e fauna. Si innescherà, poi, un effetto domino che riguarderà tutto il mondo. Anche se le emissioni dovessero abbassarsi rapidamente, infatti, le calotte polari continueranno a sciogliersi per secoli, prima di stabilizzarsi. A causa del solo raggiungimento del punto di non ritorno nell’Artico si prevede che i mari si alzeranno di circa 3 m e ciò cambierà radicalmente il futuro degli abitanti di molte città costiere.

Agire

Il fatto che il totale scioglimento del ghiaccio marino Artico in estate sia ormai inevitabile non deve trarre in inganno. Ridurre le emissioni rimane una priorità. Julie Brigham-Grette, co-autrice del report, ha sottolineato che, passato questo terribile step, è necessario agire per evitare che la stessa sorte tocchi all’Antartide o ai ghiacci della Groenlandia. Ai ritmi attuali l’aumento di temperatura globale rischia di raggiungere i 2.5 °C entro la fine del secolo. Ciò porterebbe il livello dei mari a salire di circa 20 m, per quanto in un intervallo di tempo di secoli. Lo stato dei ghiacci non è mai apparso tanto critico in 130.000 anni di storia dell’uomo e a rischio ci sono ora anche le scorte idriche su cui contano milioni di persone.

Immaginare l’Artico privo di ghiaccio era, fino a qualche decennio fa, impensabile e al momento i piani per mantenere l’aumento di temperatura globale entro la soglia di sicurezza sono ancora insufficienti. Brigham-Grette ha sottolineato che siamo alla vigilia di una tragedia e che la decarbonizzazione è oggi più che mai un dovere morale.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.