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Arsenico nel riso: tra preoccupazioni e metodi per eliminarlo

Il riso è un cereale che tende ad assorbire arsenico dal terreno, caratteristica che spesso allarma i consumatori. Eppure non solo le percentuali sono rassicuranti, ma esiste anche il modo giusto per eliminarlo con la cottura.

Evitiamo inutili allarmismi: le quantità di arsenico rilevate nel riso non sono mai state particolarmente pericolose. Le indagini svolte nel 2012, i cui risultati sono stati riportati da alcune testate online italiane, indicano che non se ne sono trovate tracce degne di nota in vari campioni di riso e prodotti derivati. Rimane però il fatto che il riso è l’unico cereale che assorbe naturalmente arsenico e con alcuni semplici accorgimenti è possibile eliminarlo, almeno in buona parte, basta stare attenti alla bollitura.

Arsenico nel riso: tra preoccupazioni e metodi per eliminarlo

Preoccuparsi il giusto

L’arsenico è un minerale naturalmente presente nell’aria e nel terreno, alcune piante lo assorbono e lo conservano negli organi di riserva. La quantità però in cui diventa tossico è lontana da quella che assumiamo abitualmente con la dieta quotidiana. Il sito consumer reports in particolare ha svolte alcune analisi trovandone tracce in diversi campioni ormai qualche anno fa.

Preoccuparsi il giusto

Quanto bisogna preoccuparsi allora? Gli scienziati non sono propensi a cedere al panico, anzi, le istruzioni dateci fanno semplicemente riferimento a variare la dieta, in modo tale che non si consumi troppo riso e si rischi di avvicinarsi alle quantità pericolose di arsenico. La FDA (Food and Drugs Administration) in particolare non ha stabilito una soglia massima di pericolo. Allo stesso tempo però suggerisce un metodo di cottura simile a quello utilizzato per la preparazione del caffè, definito a percolazione, che dovrebbe diminuire notevolmente la quantità di minerale inorganico tossico per gli umani. Alcuni ricercatori starebbero mettendo a punto una pentola, che a noi sembrerebbe una moka gigante, con lo scopo di tenere l’acqua di bollitura sempre in movimento e «lavare» così i chicchi.

Non tutti i risi sono uguali in ogni caso, quello bianco in particolare sembrerebbe contenerne maggiori quantità. D’altra parte il profilo nutrizionale dei cereali integrali è migliore rispetto a quelli lavorati, quindi che fare? Il punto è sempre lo stesso: bilanciare la dieta. Se poi non volete rinunciare al riso bianco in grande quantità vi basterà cuocerlo con un po’ di attenzione per minimizzare la quantità di arsenico inorganico presente. Usare infatti una grande quantità d’acqua, circa sei volte il volume del riso, può eliminare fino al 60% del minerale.

Fonti: consumerreports.org – riza.it – huffingtonpost.com

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