Aquila calva e agricoltori: un esempio di convivenza

Si sente spesso parlare di conflitto fra uomo e animali selvatici. Specialmente quando gli animali, in qualche modo, danneggiano attività umane come quelle agricole. Forse il problema della questione sta più nell’uomo, che non riesce a trovare la volontà di convivere con altri animali. E infatti ci sono casi in cui è la natura stessa a portare spontaneamente verso questa convivenza, come ha evidenziato uno studio recente condotto negli Stati Uniti: un caso di convivenza spontanea fra agricoltori e aquila calva.

L’ecosistema dell’aquila calva è cambiato
Il salmone è una tipica preda dell’aquila calva, specialmente in inverno. Tipicamente, infatti, succede che, quando i pesci muoiono subito dopo la riproduzione, le loro carcasse si depositano sulle sponde di fiumi o bacini, e le aquile le recuperano.
Negli ultimi decenni, però, cambiando il clima sono anche cambiate un po' le cose. Nel fiume Nooksack, per esempio, nello stato di Washington, i salmoni si radunano per la riproduzione in anticipo rispetto a prima. Questo anticipo coincide con il picco della piena del fiume, e il risultato è che i corpi dei pesci vengono spesso trascinati via dalla corrente. Ritrovandosi con meno risorse naturali, allora, le aquile calve puntano gli occhi sul bestiame degli allevatori. Tanto più che, negli ultimi 50 anni, il loro numero è aumentato, grazie alle azioni di conservazione.
Una simbiosi spontanea e vantaggiosa
I ricercatori dell’Università di Washington e dell’Università Trinity Western del Canada hanno condotto uno studio per rispondere a una domanda: questa interazione fra aquila calva e agricoltori può essere una risorsa invece che una minaccia? Hanno intervistato numerose aziende, e i risultati li hanno pubblicati su “Ecosphere” lo scorso 8 marzo.
Ne hanno ricavato tre conclusioni principali. Primo, le aquile sono molto attratte da aziende lattiero casearie, in particolare da carcasse di vitelli o da placente. Secondo, molti proprietari non ne sono affatto disturbati; anzi, le apprezzano perché ripuliscono le loro aziende da sottoprodotti e da animali infestanti. E terzo, il fatto che le aquile si rivolgano verso l’uomo fa sì che si riduca la loro pressione su altre prede selvatiche.
Uno spunto per risolvere altri casi
In altri contesti il rapporto aquila calva-uomo non è così facile e amichevole, come nel caso degli allevamenti di pollame. Ma questa ricerca, secondo gli autori, può fornire uno spunto importante per trovare una soluzione di convivenza pacifica anche in casi più difficili come questi.
