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Albero del pane, cos’è e perché sarebbe un superfood contro la crisi climatica

Fonte di sostentamento primaria in molti paesi, l’albero del pane ha qualità che potrebbero renderlo una soluzione per le sfide alimentari del futuro.

Non siate ingannati dal nome: le pagnotte non crescono sugli alberi. A crescere sugli alberi invece è un grosso frutto dalle proprietà incredibili il breadfruit o, per dirla all’italiana, il frutto del pane. Parente stretto del jackfruit, nasce sulle piante di Artocarpus Altilis, noto col più comune nome di albero del pane. Ma perché si chiama così e per quale motivo secondo alcuni scienziati sarebbe una soluzione alle sfide alimentari portate dalla crisi climatica?

albero del pane
Foto: Quang Nguyen @Pexels

Cos’è l’Albero del pane?

Nonostante il nome di Albero del Pane, il pane vero e proprio non c’entra niente. Il breadfruit infatti è un frutto amidaceo privo di semi che in cucina svolge un ruolo simile a quello della patata di cui vagamente conserva anche il sapore. Il nome del frutto arriva dalla somiglianza che la polpa assume una volta cotto il frutto e che ricorda il pane appena sfornato. Il frutto del pane è particolarmente nutriente, tanto da poter venire considerato un superfood: composto per la maggior parte d’acqua, contiene il 27% di carboidrati e l’1% di proteine. Ha un buon valore energetico, è privo di glutine e contiene un’ottima fonte di fibre, vitamine e minerali. Alcune varietà di questa pianta sarebbero ricche di antiossidanti e carotenoidi.

Dove cresce l’albero del pane e come è utilizzato

L’albero del pane appartiene alla stessa famiglia del gelso o del fico e che cresce soprattutto Sud Est asiatico e in molte isole del Pacifico e del Mar dei Caraibi dove è stato importato alla fine del XVIII secolo e dove può arrivare fino a 21 metri di altezza. L’albero può dare frutti fino a due volte all’anno producendo un “frutto del pane” delle dimensioni di un melone e del peso di circa 3kg. Ogni stagione ogni singolo albero può produrre fino a quasi 200kg di frutta.

Nelle zone tropicali le persone mangiano i frutti l’albero del pane da migliaia di anni. Le tecniche più comuni riguardano piatti a base di breadfruit al vapore, arrosto o fritto. Il frutto può anche essere trasformato in farina per la preparazione di dolci o fermentato per allungarne la conservazione.

Perché l’albero del pane può aiutare contro l’insicurezza alimentare

Secondo uno studio condotto dall’Università Northwestern, la crisi climatica in corso avrà un effetto negativo sulla maggior parte delle colture di base, inclusi riso, mais e soia. Secondo i ricercatori, l’albero del pane è particolarmente resiliente ai cambiamenti climatici previsti e adatto alla coltivazione in aree che presentano alti livelli di insicurezza alimentare. Gli alberi del pane non sono solo particolarmente resistenti, ma producono una enorme quantità di cibo ogni anno con una quantità minima di risorse.

Un albero del pane per tutta la vita

In alcune culture è tradizione piantare un albero del pane alla nascita di un bambino per garantirgli cibo per tutta la vita. Si tratta di una coltura perenne, che non deve essere ripiantata dopo ogni raccolto e che richiede meno energia, acqua e fertilizzanti di una coltura tradizionale. In quanto albero, sequestra ottime quantità di CO2. Secondo i ricercatori esisterebbe già un’ampia fascia di africa sub-sahariana dove l’albero del pane potrebbe venire importato e coltivato, fornendo così una facile, abbondante e stabile fonte di cibo per milioni di persone che vivono, e vivranno, in condizioni di insicurezza alimentare.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.