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Agrumi per combattere la demenza senile grazie ai flavonoidi

A dirlo una ricerca direttamente dal Giappone: il consumo di agrumi come lime, arance e pompelmi ridurrebbe il rischio di demenza in tarda età del 15%, tutto per merito dei misteriosi flavonoidi.


Potrebbe essere una interessante rivoluzione, qualcosa che ci obbligherebbe a rivedere il famoso detto «una mela al giorno» sostituendo il frutto con una bella arancia. Anzi, più in generale con gli agrumi, visto che una ricerca dell’Università di Tohoku avrebbe scoperto un collegamento tra il consumo di questi frutti, il loro contenuto di flavonoidi e una diminuzione del rischio di demenza.

Agrumi per combattere la demenza senile grazie ai flavonoidi

Agrumi, flavonoidi e demenza

Molto spesso quando si tratta di ricerche dai risultati eclatanti è d’obbligo un po’ di attenzione, ma in questo caso sono proprio i numeri ad essere interessanti. Il gruppo di studio infatti supera i 13.000 individui, un campione decisamente ampio per uno studio di questo tipo. Per raccogliere una tale mole di informazioni si sono gli scienziati hanno sfruttato dei questionari, in modo da avere informazioni più omogenee possibili. Ma i ricercatori non si sono fermati qui: sono state presi in considerazioni altri fattori che potevano aver viziato i dati, anche in questo caso però le conclusioni degli scienziati sembrano molto interessanti.

Le arance e la demenza

«I risultati ottenuti suggeriscono che il consumo frequente di agrumi è associato con una riduzione del rischio di incidenza della demenza, anche dopo aver fatto aggiustamenti relativi ai fattori di confusione.» così conclude l’abstract dello studio redatto dai ricercatori. I dati raccolti fanno riferimento esclusivamente agli over 65 e sono stati pubblicati sul British Journal of Nutrition, dove è stato precisato che probabilmente dobbiamo ringraziare i flavonoidi.

Queste sostanze, presenti in diverse vesti in molti frutti fungono da protezione nei confronti di sostanze dannose. Per la loro particolare composizione possono penetrare nel cervello – attraverso la cosiddetta barriera emato-cerebrale – per poter svolgere la loro attività antiossidante e antinfiammatoria lì dove è più richiesta. Ed ecco che grazie ad un consumo quotidiano di flavonoidi le probabilità di essere affetti da malattie neuro-degenerative cala di un buon 15%.

REDAZIONE
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