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Più di 3 miliardi di uccelli scomparsi dal Nord America, è crisi

Cresce la preoccupazione dei ricercatori. Dal 1970, 3 miliardi di uccelli sono «scomparsi» dal Nord America. Una perdita del 30%.

Il Nord America ha perso 3 miliardi di uccelli negli ultimi 50 anni. La stima arriva da un rapporto pubblicato dalla rivista Science. Secondo gli scienziati si tratterebbe di una crisi ecologica di estrema gravità con un declino di circa il 30% dell’intera popolazione di volatili presenti nei territori di Canada e Stati Uniti.


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La profonda crisi degli uccelli del Nord America

Misurare la popolazione dei volatili non è sempre semplice e spesso le ricerche si soffermano di volta in volta su una singola specie. Per la prima volta invece i ricercatori hanno incrociato i dati provenienti da diversi studi su 529 specie differenti di uccelli del Nord America coprendo un periodo di 50 anni. I risultati hanno delineato i tratti di una vera e propria crisi ambientale di proporzioni globali.

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Lo studio non ha approfondito nel dettaglio su quali possano essere le cause del disastro ma, credibilmente, è colpa dell’attività umana. Sotto accusa principalmente l’utilizzo intensivo di pesticidi in agricoltura in grado di togliere sostentamento diretto agli uccelli uccidendo una delle loro fonti principali di cibo, gli insetti. Anche il declino della popolazione di insetti ha raggiunto, dicono gli scienziati, cifre da capogiro. Secondo una ricerca europea ad esempio, la sola Germania avrebbe perso negli ultimi 29 anni qualcosa come il 75% degli insetti volanti.

Difficile capire le cause della crisi degli uccelli

Tra le altre cause plausibili per la scomparsa degli uccelli dal Nord America anche la riduzione degli habitat naturali dovuta sia alla cementificazione, sia all’espansione dei terreni agricoli, sia all’inquinamento del suolo e dell’aria. Oltre, naturalmente, alla crisi climatica globale e il seguente aumento delle temperature. Il calo della popolazione di uccelli non si limiterebbe al solo Nord America. Ricerche condotte in Europa e Asia sarebbero in linea con quanto rilevato sul continente americano.

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Trovare una soluzione al problema non è semplice. La popolazione di alcune specie di uccelli acquatici come oche e cigni e predatori come aquile e falchi è cresciuta negli ultimi anni grazie agli interventi di tutela del loro habitat. Eppure alcune specie di uccelli che condividono lo stesso habitat hanno avuto invece un destino differente. La popolazione dei vireo, ad esempio, è esplosa negli ultimi anni ma uccelli dalle abitudini simili hanno subito perdite fino al 37%. Capire nel dettaglio quali sono le cause potrebbe fare la differenza nel salvare gli uccelli del Nord America.

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