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La Germania ha perso il 75% dei propri insetti volanti

Allarme per la perdita quasi tre quarti della biomassa nelle riserve naturali negli ultimi 27 anni. Serie implicazioni per l’intero ecosistema europeo. Scienziati perplessi alla ricerca delle cause del declino.

D’accordo, per i più non saranno bellissimi ne buonissimi, per la maggior parte saranno pure fastidiosi o pericolosi, tuttavia è innegabile che gli insetti siano una componente fondamentale per il funzionamento dell’intero ecosistema. Pollinatori di piante, fonte di cibo, gli insetti costituiscono quasi due terzi dell’intera vita sulla Terra. E stanno sparendo. Abbiamo già accennato alla situazione preoccupante delle api parlando del miele ma il problema a quanto pare è molto più trasversale e decisamente molto più pericoloso.

La Germania ha perso il 75% dei propri insetti volanti

Declino preoccupante

In uno studio pubblicato questo 18 ottobre sulla rivista scientifica PLOS One, entomologi europei hanno lanciato un allarme sullo stato degli insetti volanti: nelle riserve naturali in Germania la popolazione degli instetti volanti è calata del 75%. Se il fatto che la popolazione degli insetti fosse in declino era un dato già noto, è la scala «apocalittica» del fenomeno a lasciare perplessi. È certamente facile utilizzare termini a effetto, ma è difficile trovarne altri per descrivere la magnitudo dell’evento.

Api in via d'estinzione in Germania

Negli ultimi 27 anni gli entomologi europei della Università di Radboud in Olanda e la Società Entomologica Krefeld in Germania hanno monitorato 63 riserve naturali tedesche attraverso l’utilizzo di apposite trappole in grado di catturare insetti volanti. Pesando la «massa» di insetti catturati in questo modo è stato possibile stabilire la misura del declino. Il fatto che i dati siano stati raccolti in aree protette rendono la questione ancora più inquietante.

Ignote le cause

Durante gli anni i ricercatori hanno raccolto anche dati dettagliati sulle variazioni climatiche ma, per una volta, queste non sono in grado di spiegare il declino nella popolazione di insetti volanti. «Il clima può spiegare alcune delle fluttuazioni stagionali, ma non un trend costante in quasi 30 anni» ha spiegato Martin Sorg che ha diretto il gruppo di entomologi.

Ignote le cause

Pesticidi e carenza di cibo, plausibilmente una combinazione di entrambe le cose: le cause del declino restano ancora fonte di dibattito. Per gli scienziati, ulteriori indagini saranno necessarie per monitorare la situazione anche in altre zone della Germania e d’Europa e confermare la gravità dei risultati.

Ripercussioni sull’intero ecosistema

Nel frattempo la preoccupazione è per gli effetti a lungo termine su un effetto tanto drammatico. Una infinita varietà di specie animali fa affidamento sugli insetti per il proprio sostentamento mentre per molte specie di piante l’impollinazione non avverrebbe senza di essi. È quindi estremamente difficile prevedere le conseguenze di una reazione a catena sull’intero ecosistema, ma di certo non saranno positive. Secondo lo studio si stima che il «servizio» offerto all’ambiente dagli insetti nei soli Stati Uniti sia quantificabile in 57 miliardi di dollari all’anno.

Ripercussioni sull’intero ecosistema

Anche ognuno di noi, paradossalmente, può effettuare il proprio piccolo test aneddotico. Basta fare caso a quanti insetti si «stampano» sul parabrezza delle nostre auto. Sono meno oggi di una volta? «È reale» ha raccontato Dave Goulson dell’Università del Sussex e parte del team che ha analizzato i dati «Questa estate ho guidato attraverso mezza Francia, proprio nel periodo in cui ti aspetteresti di trovare il parabrezza pieno d’insetti. Non mi sono mai dovuto fermare una sola volta a pulirlo».

Fonti: journals.plos.org – theguardian.com – amp.cnn.com

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.