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13 innovazioni geniali che offrono un’alternativa alla plastica

Dal packaging prodotto con i batteri al sistema per trasformare la plastica in materiale per l'edilizia: ecco le soluzioni premiate da BeyondPlastic

Le invenzioni per ridurre la plastica in circolazione aumentano di giorno in giorno. BeyondPlastic, progetto tedesco che promuove soluzioni e iniziative per una vita plastic-free lanciato da Ulrich Krzyminski, ne ha premiate 13 provenienti da tutto il mondo. I BeyondPlastic Awards si sono concentrati sulle idee per il packaging assegnando dei riconoscimenti in quattro categorie: “Impatto più pratico”, “Approccio più innovativo”, “Soluzione più bella” e “Miglior iniziativa”. In ogni categoria sono state assegnate medaglie d’oro, d’argento e di bronzo, con un pari merito nell’ultima sezione.

Alternative packaging plastica

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La categoria “Impatto più pratico” ha premiato le realtà che con le loro idee stanno incidendo di più nel mondo del packaging. Eccole:

  • L’oro è andato a “Unpack Less, Peel More”, un’alternativa plastic free per i prodotti per l’igiene personale creata da Elena Amato. Consiste in un “pacchettino” composto da tre strati: il più interno è il prodotto vero e proprio a base cremosa (può essere un deodorante o una crema per il viso) contenuto da una saponetta a forma di vasetto; il tutto è avvolto da un rivestimento di cellulosa sviluppata dai batteri;
  • Al secondo posto c’è “Coolpaste – Think outside the box!”, un dentifricio vegano e cruelty-free contenuto in un tubetto biodegradabile ideato dal brasiliano Allan Gomes;
  • La medaglia di bronzo è andata invece a “Waxy”, sistema messo a punto da Ecosoc (Somalia) in grado di trasformare la plastica in legname così durevole da poter essere usato nell’edilizia.

Per la categoria “Approccio più innovativo” i premiati sono:

  • Prima posizione per “The Item Bag 2.0”, creata da Jack Cleary e dal Wastebased Team (Regno Unito), una borsa alternativa a quelle sintetiche utilizzate spesso per impacchettare i vestiti; è biodegradabile, non tossica e carbon-negative e, grazie un polimero simile a quello del materiale che avvolge le capsule di detersivo per le lavastoviglie, può dissolversi nell’acqua bollente in pochi secondi;
  • The Shellworks”, medaglia d’argento, è un sistema ideato da Insiya Jafferjee, Amir Afshar e Edward Jones (Regno Unito) che trasforma il cibo buttato in biopolimeri sfruttati per la produzione di packaging per i prodotti di bellezza come tappi di bottiglia e vasetti; l’azienda utilizza anche il chitosano, un polisaccaride, derivante dagli scarti dei crostacei per creare packaging come vassoi e scatole;
  • Sull’ultimo gradino del podio c’è “PLANT plASTIC!”, un’idea di Cinzia Ferrari (Regno Unito); si tratta di un packaging composto da un materiale organico vivente ma inattivo che, una volta diventato cestinabile, può essere piantato come un seme per far crescere una pianta, ad esempio di pomodori.

Nella categoria “Soluzione più bella” sono state premiate le iniziative esteticamente più convincenti. Sono le seguenti:

  • Al primo posto c’è “Shell Homage” un materiale biodegradabile e non tossico ricavato dai gusci delle uova; ideato da Rania Elkalla (Germania), può essere utilizzato in vari settori come il design di interni, la gioielleria, ma anche per oggetti di uso quotidiano;
  • Sempre dalla Germania arriva l’idea di Paula Nerlich, “Aqua Faba Foam”, una bioplastica derivante dall’aquafaba, il liquido di cottura dei ceci, che può essere utilizzata per creare sia packaging biodegradabile sia flessibile, sia rigido;
  • Desintegra.me” è una nuova plastica derivante dalle alghe messa a punto da Margarita Talep (Cile); come suggerisce il nome in spagnolo, il materiale si può disintegrare in un periodo tra i due e i 4 mesi.

Nella categoria dedicata alle migliori iniziative giornalistiche, educative e alle campagne di sensibilizzazione sono quattro le idee premiate, con un oro ex aequo:

  • Primo posto per “Choose the Reusable Cup”, iniziativa lanciata in Bulgaria da Sabina Maksimova, Ilian Iliev e Evgenia Tasheva per spingere le scuole a dotare gli studenti di una tazza di metallo per bere; nel Paese, agli studenti tra i tre e i sette anni vengono dati bicchieri di plastica usa e getta per l’acqua che da soli producono 550 tonnellate di rifiuti ogni anno;
  • Condivide il gradino più alto del podio “U-Retain”, campagna di John Emmanuel Kachakwale e Beatrice Phiri che in Zambia promuove la raccolta di rifiuti di plastica per venderli alle aziende di riciclo; i soldi ricavati, vengono utilizzati all’acquisto di materiale scolastico e prodotti per il ciclo mestruale destinati a chi ne ha bisogno;
  • Medaglia di argento per “BIOMATERIALS: A New Cultural Statement”, un laboratorio in cui le persone possono sviluppare biomateriali, fare ricerche sull’economia circolare e, in generale, cimentarsi con la scienza; è un progetto nato in Cile da Maria Jose Besoain e del LABVA Team;
  • Chiude il podio “Dopper Changemaker Challenge Junior”, competizione internazionale che ha visto bambini dagli otto ai dodici anni proporre le proprie alternative alla plastica monouso; un’iniziativa lanciata da Anneke Hendriks e Chrissie van Heijnigen di Dopper, azienda olandese famosa per le sue borracce con bicchiere incorporato.
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