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Vino: differenza tra uvaggio e vitigno

Scopriamo insieme la differenza tra uvaggio e vitigno, due termini su cui ancora oggi si fa un po’ di confusione.

Nel campo dell’enologia esistono molti termini per parlare della produzione di vino e può capitare di far un po’ di confusione. Scopriamo insieme il significato, l’uso, le peculiarità e la differenza tra uvaggio e vitigno.

Uvaggio vitigno differenza
Foto: mbc-2016 @pixabay

Uvaggio vs vitigno, la differenza

Il termine vitigno indica una particolare varietà di vite utilizzata per la produzione del vino. Il termine uvaggio assume, invece, un significato più ampio e viene usato per indicare le uve che provengono da vitigni diversi con lo stesso grado di maturazione e che vengono vendemmiate nello stesso arco di tempo oltre che fermentate, pigiate e vinificate insieme. Il risultato di questa pratica è un vino particolare che esalta aspetti che altrimenti non sarebbero emersi da un vino ottenuto da un unico vitigno.

Uvaggio

Con il termine uvaggio si intende una combinazione di uve provenienti da vitigni differenti con la quale si realizza un vino. Grazie all’utilizzo di questa particolare tecnica, il vino prodotto “conquista” delle caratteristiche organolettiche che lo rendono unico, come accade ad esempio per il prosecco di Conegliano Valdobbiadene prodotto con questa tecnica. Oggi il termine viene utilizzato in modo confuso e spesso non in modo appropriato, ma in realtà il suo significato è molto specifico e ha origine nel passato. L’uvaggio, infatti, era una pratica diffusa nei vigneti di una volta e messa in pratica proprio dai nostri antenati.

Un tempo, vendemmiare uve diverse nello stesso vigneto e nello stesso tempo era considerata un’attività normale e perfino casuale. Questo accadeva, principalmente, perché a quei tempi era difficile differenziare la raccolta delle uve. Oggi, invece, questa tecnica è frutto di anni di ricerca ed è utilizzata per produrre vini sempre più unici e particolari. Lo sviluppo di studi sulla vigna e la creazione di tecnologie sempre più avanzate hanno permesso un’organizzazione più comoda e funzionale dei diversi vigneti. Le varie tipologie di uve vengono, così, sparse tra i filari secondo le loro caratteristiche e il loro grado di maturazione.

Vitigno

Con il termine vitigno si intende ogni varietà coltivata di vite che produce un determinato tipo di uva.
I vitigni, infatti, si differenziano per la forma e il colore dei chicchi di uva, del grappolo e delle foglie. Non solo, i vitigni si distinguono anche per il periodo di maturazione e per le diverse qualità organolettiche ottenute. Dalla varietà coltivata di vite, il vino assume quindi le sue caratteristiche principali dalle quali deriva la sua denominazione come dolcetto, lambrusco, cortese etc.

Più in generale, i vitigni si possono distinguere in vitigni piemontesi, veronesi, toscani oppure in vitigni nostrani, francesi e vitigni di pianura o di collina. Nel mondo ci sono migliaia di tipi diversi di vitigno, ma l’80% della produzione mondiale è realizzata da una ventina di vitigni bianchi e di vitigni rossi. I più noti sono il Chardonnay ed il Sauvignon bianco per i vini bianchi ed il Pinot noir, il Cabernet Franc, il Cabernet sauvignon, il Merlot, il Syrah ed il Grenache per i vini rossi.

Piccola curiosità: il termine uvaggio viene spesso confuso con il taglio, che invece è il procedimento per cui vengono raccolte le uve e poi vinificate in maniera separata e solo dopo i vini vengono mescolati fra loro.

Cristina Morgese
Dopo aver conseguito la Laurea in Storia dell'arte e il Master in Management Museale, lavoro freelance come giornalista, copywriter e content creator. Non credo a confini già delineati, per questo mi piace oltrepassarli e trovare i fili nascosti che legano discipline diverse tra loro.