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Vino: biologico o biodinamico?

Il biologico ormai lo conosciamo tutti, ma ultimamente è arrivato anche il vino biodinamico, voi sapete qual è la differenza tra i due? Ve lo spieghiamo qui.

L’attenzione generale è sempre più rivolta verso la ricerca del tempo perduto e della purezza dei prodotti di una volta. Il settore vitivinicolo ne è un chiaro esempio. Il fenomeno dei vini naturali, biologici e biodinamici è, infatti, in crescita esponenziale: le superfici convertite in biologico e in fase di conversione sono circa 83 mila ettari ossia il 13% della superficie vitata italiana. D’altra parte il consumatore, appassionato di vino, è costantemente bersagliato da nuovi termini e denominazioni, ma quali requisiti effettivamente debba avere un vino per ottenere una o l’altra definizione non è chiaro né specificato.

Vino: biologico o biodinamico?

Vino Biologico

Il vino biologico è la definizione giuridica per vini certificati, seguendo delle normative comunitarie, come il Regolamento CE 834/07 e CE 203/12. In termini più profani i produttori hanno la possibilità di esporre in etichetta il marchio, universalmente riconoscibile, se vengono rispettate le indicazioni di produzione e le limitazioni d’intervento, per esempio con certi tipi di prodotti chimici.

È previsto, secondo questa normativa, un controllo costante delle pratiche in vigna e in cantina: è vietato l’utilizzo di fitofarmaci, diserbanti e pesticidi, mentre nel processo di vinificazione è imposto il divieto di utilizzo di coadiuvanti e additivi. Il disciplinare per il biologico è molto dettagliato nei passaggi dall’uva alla bottiglia, ma molto carente nella considerazione più ampia della filiera vite-vino.

Cosa cambia tra biologico e biodinamico?

Vino Biodinamico

Il cosiddetto vino biodinamico è prodotto seguendo i dettami dell’agricoltura biodinamica: un sistema di coltivazione, nato dagli studi del filosofo austriaco Rudolf Steiner. Per la regolamentazione esiste un’associazione privata mondiale di produttori biodinamici, chiamata Demeter, che verifica ed approva il prodotto, apponendo il proprio marchio commerciale.

I concetti su cui si basa la produzione del il vino biodinamico sono rispettare l’ambiente, mantenere la terra fertile, usare solo sostanze naturali e produrre prodotti di alta qualità. I presupposti sono, quindi, molto simili a quelli dell’agricoltura biologica, solo che spesso la tecnica biodinamica sfocia in convinzioni più esoteriche, legate a riti ancestrali. Secondo la filosofia di Steiner l’agricoltura biodinamica «potrebbero far esprimere al meglio le potenzialità delle piante e ristabilire le giuste connessioni tra il terreno e il cielo».

Non è stato, tuttavia, mai provato scientificamente che ci siano delle differenze chimico-fisiche valide e interessanti tra un vino ottenuto seguendo i metodi tradizionali e uno biodinamico. La scienza considera, quindi, il biodinamico una semplice superstizione.

Fonti: inumeridelvino.it – wikipedia.org – tuttogreen.it

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Laureata in Scienze Gastronomiche, viaggio alla costante ricerca di nuovi spunti. Contagiosa nella passione e nella condivisione del mondo degli spirits, perennemente in bilico tra la filosofia del sapore e una degustazione di vino.