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Villaggio di Schoonschip: Amsterdam risponde al clima

Villaggio di Schoonschip: Amsterdam risponde al clima

Natura e umanità possono vivere in sintonia. Il villaggio di Schoonschip lo dimostra e costituisce un esempio di sostenibilità ambientale e sociale.

Il quartiere di Schoonschip ad Amsterdam rappresenta un progetto innovativo. Il villaggio mira a offrire un modello alternativo basato su sostenibilità e partecipazione. Impatto ambientale minimo e autosufficienza energetica ne costituiscono i concetti chiave e i residenti hanno adottato uno stile di vita del tutto nuovo. Le prospettive future fanno ben sperare.

Villaggio di Schoonschip

Schoonschip:

Schoonschip è un quartiere galleggiante di recente realizzazione nel cuore di Amsterdam. Sorge sul canale Johan van Hasselt a Buiksloterham, un’area in rapida evoluzione in Amsterdam-Noord. Il progetto è nato nel 2008 da un’idea di Marjan de Blok che, dopo aver realizzato un documentario su una casa galleggiante, ha deciso di rivoluzionare i canoni di comunità e sostenibilità. Il villaggio è stato ufficialmente completato nel 2020, dopo 10 anni di lavori, e a oggi conta 46 abitazioni e più di 100 abitanti. Nel contesto del cambiamento climatico caratterizzato dall’innalzamento del livello dei mari questo nuovo modello di convivenza con la natura riveste un’importanza mondiale.

Sostenibilità:

Il quartiere residenziale di Schoonschip rappresenta un modello di economia circolare. A progettare le abitazioni sono stati diversi architetti, ognuno con il proprio stile, ma l’utilizzo di materiali sostenibili è un fattore comune. Sono stati impiegati legno, iuta e paglia. Schoonschip ospita, poi, 500 pannelli solari e 30 pompe di calore per l’autosufficienza energetica. La realizzazione di una smart grid permette alle singole abitazioni un efficace scambio di energia elettrica. Grazie a innovative tecnologie i residenti possono recuperare anche le acque di scarico. Le acque grigie vengono riutilizzate per irrigazione e lavatrici, mentre quelle nere confluiscono a una bioraffineria, dove vengono convertite in energia tramite fermentazione.

Una nuova vita:

A Schoonschip i residenti hanno radicalmente cambiato le proprie abitudini. Il quartiere mira, infatti, anche alla sostenibilità sociale. Gli abitanti vivono, dunque a stretto contatto e ognuno è responsabile della propria impronta ambientale. Dopo aver contribuito alla progettazione delle abitazioni, ora collaborazione e partecipazione continuano a essere fondamentali. A dimostrarlo è anche il molo che collega le diverse zone, pensato come luogo di aggregazione. Per coniugare tutela dell’ambiente e spirito di condivisione i trasporti sono affidati a un servizio di sharing. Tramite app vengono prenotati auto elettriche ed e-scooter, e ad aderire sono anche persone che vivono al di fuori di Schoonschip.

Schoonschip rappresenta una realtà futuristica. De Blok ha spiegato che molti hanno prima aderito al progetto e poi rinunciato. I concetti di sostenibilità, responsabilità e resilienza richiedono impegno, ma sono destinati a diventare ben più di un’opzione. Presto le nostre stesse azioni ci obbligheranno a uscire dalla nostra confort zone e avere esempi da seguire come quello olandese sarà un lusso da non sottovalutare.


REDAZIONE
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Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.

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