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Verdura, una marcia in più a scuola (tranne in matematica)

È un gruppo di ricercatori australiani a sostenerlo: i ragazzi che mangiano un piatto di verdure a cena riescono a segnare punteggi migliori nei test il giorno successivo.

Da tempo si ripetono studi riguardo l’impatto dell’alimentazione sul rendimento scolastico, bene o male tutti focalizzati sul pasto immediatamente prima delle lezioni, la colazione. Un gruppo di ricercatori austriaci ha voluto indagare più a fondo, cercando di capire come il menù della cena può influire sui voti a scuola. I risultati non sono stati per niente scontati.

NAPLAN e alimentazione

NAPLAN e alimentazione

Il NAPLAN, acronimo che sta per National Assessment Program – Literacy and Numeracy, è una sorta di test unificato per tutti gli studenti australiani in diverse fasce d’età. È diventato il punto di partenza per lo studio dei ricercatori per due motivi: raccoglie dati riguardo 4200 bambini, un campione decisamente ampio, e lo fa con uno strumento uguale per tutti.

Con questa base numericamente rilevante l’obiettivo della ricerca, condotta dall’Università di Newcastle, era dimostrare quale influenza avrebbe avuto l’alimentazione, in particolare la cena, sul risultato che questi bambini – in fasce d’età di 3,5,6 e 9 anni – avrebbero ottenuto al test.

Più frutta e verdura aiutano, ma non in matematica

La co-autrice dello studio e dottoressa Tracy Burrows, in un articolo comparso sul The Age, avrebbe dichiarato che i risultati meritano di essere analizzati con attenzione: “Ricerche precedenti hanno esaminato solo il consumo della prima colazione. – ha detto la dottoressa Burrows – Noi l’abbiamo espansa includendo il consumo di frutta e verdura, bevande zuccherate e più scelte discrezionali come takeway e cibo spazzatura.”

Più frutta e verdura aiutano, ma non in matematica

I risultati dello studio sono stati sorprendenti: gli studenti che consumano almeno due frutti al giorno segnano punteggi più alti nella scrittura, mentre un piatto di verdura garantisce un aumento nei risultati in praticamente tutte le materie, tranne matematica. Il consumo di bevande zuccherate è stato invece associato a punteggi più bassi, particolarmente nella lettura.

Verdure, una marcia in più a scuola (tranne in matematica)

Quale dovrebbe essere la spiegazione per questi risultati? Secondo i ricercatori, una possibile spiegazione sarebbe che frutta e verdura riescano in qualche modo ad influenzare l’attività neurologica, probabilmente non delle regioni come la prefrontale, la parietale e la temporale inferiore, coinvolte nelle operazioni matematiche.

Ci sono alcune variabili da prendere in considerazione in questi contesti, una su tutte la sottile differenza tra correlazione e casualità: se, per esempio, si pensasse che le famiglie che seguono un’alimentazione più equilibrata e ricca di vegetali sono anche quelle mediamente più istruite, questo modificherebbe i risultati della ricerca? Da questo punto di vista i ricercatori tranquillizzano, i dati sono stati aggiustati per tenere conto del background sociale e del genere dei bambini. Rimane una sola sicurezza in ogni caso: trovare una risposta semplice a problemi complessi a volte è veramente difficile.

Fonti: health.harvard.edu – schneidermedicalgroup.com – smh.com.au – theage.com.au – wired.it

Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.