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Trump e Coronavirus: la disinformazione del governo USA

Trump e Coronavirus: la disinformazione del governo USA

Il Coronavirus arriva negli USA e Trump lancia una vera e propria campagna di disinformazione che fa preoccupare gli esperti.

Il rapporto tra Trump e Coronavirus è molto complicato, al punto che negli USA si comincia a parlare di disinformazione del governo. La mossa del presidente americano non ha precedenti: in un momento così delicato ha impedito a Tony Fauci, che per 35 anni ha diretto National Institute of Allergy and Infectious Diseases, di parlare riguardo all’epidemia. Il problema? La sua opinione sul Coronavirus non è in linea con quella di Trump.

La disinformazione sul Coronavirus ai tempi di Trump

Per capire la gravità della disinformazione sul Coronavirus ai tempi di Trump bisogna cominciare dalle linee guida ufficiali della Casa Bianca. In un articolo della testata Le Scienze vengono riassunte come molto ottimiste, al punto da dire che il numero di infetti negli Stati Uniti sarebbe sceso a zero in pochi giorni e che un vaccino sarebbe già praticamente pronto. Entrambe queste affermazioni sono in pieno contrasto con la maggior parte degli esperti USA, che invocano a gran voce misure concrete per contrastare la diffusione del virus.

Ma torniamo a parlare di Tony Fauci: questo scienziati è tra i più rispettati quando si tratta di tematiche come la virologia e l'infettivologia, e non è un caso che sia stato a lungo direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases. Si occupa anche di divulgazione ed è particolarmente apprezzato per le sue doti comunicative, al punto da essere invitato a parlare in diverse trasmissioni.

Il problema sta in quello che Tony Fauci stava comunicando alla popolazione, un messaggio molto diverso riguardo al Coronavirus che Trump, con la sua «disinformazione del governo», non poteva accettare. Così, da un giorno all’altro, il presidente americano si è trovato a impedire a Tony Fauci di presenziare in qualunque trasmissione, di fatto cancellando almeno 4 appuntamenti già presi con varie trasmissioni e talk show.

Come se non bastasse, Trump ha provato ad arginare le informazioni riguardo al Coronavirus anche attaccando i diversi Centers for Disease Control sparsi negli USA, in cui i dipendenti ora non possono comunicare in alcun modo con i giornalisti, in un vero impeto di disinformazione e censura. Non sappiamo ancora di preciso quanto sia grave la situazione negli Stati Uniti, ma il peculiare sistema sanitario privato, che fa pesare sui cittadini spese enormi sul tema salute.


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