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Tossine e clima: il riscaldamento globale aumenta i pericoli

Il rapporto tra tossine e clima è ormai stato approfondito. Il riscaldamento globale favorisce funghi e muffe e a farne le spese sono l’uomo e gli animali.

In tutto il mondo gli episodi di individuazione di micotossine, sostanze tossiche prodotte dai funghi, si sono moltiplicati negli ultimi anni. Tra le cause principali gli scienziati hanno individuato il rapporto tra tossine e clima. Le ripercussioni per agricoltori e allevatori sono molte e, talvolta, sono a rischio anche i consumatori.

Tossine clima

Il boom di micotossine:

Il rapporto tra tossine e clima ha riportato l’attenzione su un problema da sempre noto a chi opera nella filiera alimentare. Le micotossine si sviluppano prevalentemente nei cereali. A essere più a rischio sono gli animali da allevamento, che le ingeriscono nei mangimi, ma, occasionalmente, possono contaminare anche i derivati come latte e carne. Le indagini di Alltech, fornitore alimentare internazionale, dimostrano che negli USA sono in aumento dal 2012. Dal Minnesota al Québec, fino all’oceano è possibile seguire l’immaginaria “strada delle micotossine”. Queste sostanze possono causare: convulsioni, malattie cardiache, problemi di riproduzione, perdita di peso, disturbi mentali e persino morte. Per l’uomo, poi, possono essere estremamente cancerogene.


Le cause:

Gli esperti hanno concentrato le indagini sul rapporto tra tossine e clima. Il cambiamento climatico ha causato un aumento delle temperature e dei livelli di umidità. Questo ha favorito la proliferazione di muffe e funghi. John Winchell, specializzato nel controllo delle micotossine, spiega che sono le situazioni di “stress” che inducono il rilascio di micotossineOndate di calore, freddo improvviso o un campo che si asciuga troppo rapidamente dopo che la muffa ha messo radici sono le situazioni ideali. Il riscaldamento globale ha cambiato il clima di molte zone e questo spiega perché le micotossine siano apparse anche in luoghi insospettabili, fra cui l’Italia. La riduzione della biodiversità è stato un altro fattore determinante.

Le ripercussioni:

La connessione tra tossine e clima ha gravi conseguenze, soprattutto economiche. Gli allevatori rischiano di trovarsi con intere partite di mangime da smaltire, bestiame danneggiato e prodotti invendibili. Nella torrida estate del 2003 in Italia è successo proprio questo. Paola Battilani dall’Università Cattolica ha spiegato che gli allevatori, impreparati, hanno accolto le indicazioni degli esperti troppo tardi. Le tossine hanno contaminato la filiera produttiva e grandi quantità di latte e formaggi sono stati distrutti, mentre le coltivazioni di mais, alimento incriminato, calavano del 40%. Nei Paesi ricchi oggi i test obbligatori sono molti e sofisticati, ma lo stesso non vale per quelli in via di sviluppo.

Oggi esistono opzioni per eliminare il problema alla radice, come spray per i campi, ma si tratta di soluzioni costose. Un exploit di micotossine può portare perdite per 6 mesi. In una filiera già provata, questo non è accettabile. Il rapporto tra tossine e clima ci ricorda quanto il riscaldamento globale nella sua drammatica concretezza non abbia scrupoli per nessun settore.

REDAZIONE
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