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The gay cookbook: il primo libro di cucina dedicato agli omosessuali

The gay cookbook è un libro di cucina inusuale, esplicitamente dedicato ai gay. Gli ingredienti: ironia q.b., un pizzico di denuncia e una buona dose di ricette d’alta cucina.

The gay cookbook è l’opera di Lou Rand Hogan uno scrittore, a sua volta omosessuale, che nel 1965 ha pubblicato un’opera che oltre ad illustrare in maniera divertente e discorsiva diverse ricette, anche di notevole raffinatezza, apre una finestra inedita sul mondo degli uomini omosessuali americani. Proprio a loro infatti il libro è dedicato, mostrando con simpatia il lato domestico, a tratti intimo, di una comunità rilegata, nell’immaginario comune dell’epoca, ad una dimensione fatta solo di vita notturna e dissolutezza.

The gay cookbook libro

Un libro di cucina contro gli stereotipi

Lou Rand Hogan è probabilmente lo pseudonimo di Louis Randall. «Probabilmente» perché le informazioni disponibili relativamente l’autore sono scarse e frammentarie. Ciò che pare sicuro è che sia nato a Bakersfield in California nel 1910. Figlio di un estrattore di petrolio sempre vissuto all’estero, Lou Rand Hogan incontra la grande cucina lavorando sulle navi da crociera Matson. Probabilmente li trova l’ispirazione, incontrando gli ambienti «cucina e sala» della nave, popolatissimi di omosessuali, quasi la totalità dell’organico dedicato.

The gay cookbook gay pride

Così nasce The gay cookbook, seconda opera dell’autore che già aveva pubblicato il libro The gay detective. Il libro di cucina si inserisce in un filone di letteratura apertamente omosessuale sviluppatosi dopo ammorbidimento della censura degli anni ‘50. L’opera diventa un perfetto esempio del movimento Camp caratterizzante la controcultura di quegli anni, assumendo uno stile ironico, kitsch, con una scelta di forme espressive normalmente definite «effeminate». Il lato interessante dal punto di vista sociologico del The gay cookbook sta nel fatto che l’autore mostra gli omosessuali sotto una luce diversa, per quanto ironicamente stereotipata. Una dimensione domestica di gioia e convivialità che ruota attorno alla cucina, lontana dall’attribuita promiscuità della vita notturna, alla quale i gay parevano rilegati per sfuggire ad una vista di solitudine e tristezza. Un messaggio sottinteso ma potente, capace di minare le basi di uno stereotipo molto diffuso all’epoca e aprire una finestra sulla vera natura della comunità gay americana.

La gioia del cucinare

Anche dal punto di vista culinario l’opera risulta piuttosto interessante proponendo ricette di diversa complessità in maniera discorsiva e scanzonata. Dai classici americani e francesi, fino alle contaminazioni con la cucina messicana e asiatica. Molte delle ricette sono inoltre pensate in maniera intelligente dal punto di vista economico, per meglio incontrare le necessità di coloro che vivevano da soli. Non manca tuttavia il virtuosismo, con preparazioni di alta complessità, come il rijsttafel buffet un banchetto a più portate tipico indonesiano.

The gay cookbook

Un libro decisamente in anticipo sui tempi, capace con simpatia e autoironia di mostrare che anche la vita dei gay poteva prevedere un’intimità gioiosa in cui il padrone di casa si potesse dilettare in cucina per allietare il palato degli ospiti. Un supporto alla causa che con intelligenza e leggerezza di forma ha dato il suo contributo alla caduta di assurdi stereotipi.

Fonti: Atlas Obscura

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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.